Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha firmato l’ordinanza che limita l’obbligatorietà delle mascherine negli ospedali ai reparti a maggior intensità di cura e con i pazienti più fragili oltre alle Rsa. Quanto agli altri reparti ospedalieri e nelle sala di attesa, la decisione sull’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie da parte di operatori sanitari e visitatori resta alla discrezione delle Direzioni Sanitarie, che possono disporne l’uso anche per tutti coloro che presentino sintomatologia respiratoria. Così come sarà discrezione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta adottare o meno i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei loro studi medici .
"Confido molto  - ha dichiarato Schillaci - che il prossimo 20 maggio anche l’Oms dichiari la fine della pandemia. Guardiamo con ottimismo al futuro, ma siamo pronti in caso di nuove emergenze a intervenire tempestivamente per continuare a salvaguardare la salute pubblica e i nostri cittadini”.
"Si tratta della prima volta nella storia - ha dichiarato all'Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg, ringraziando il ministro - che viene riconosciuto in un provvedimento il ruolo dei medici di medicina generale comparabile a quello di un direttore sanitario. Ma discrezionalità non significa anarchia, per questo a breve daremo delle linee uniformi, anche per non creare conflittualità tra i pazienti. Pensiamo per esempio ad uno studio dove ci sono tre medici di famiglia e ognuno decide regole diverse. Si creerebbero polemiche e conflittualità tra i pazienti se ad alcuni fosse imposta la mascherina e ad altri no. E sinceramente in questo periodo di discussioni, anche violente, pensiamo ai no vax, nei nostri studi ne abbiamo viste tante, troppe. Stiamo lavorando a un documento che contenga orientamenti sui modelli di comportamento da tenere. Criteri che si baseranno sugli spazi e le caratteristiche dello studio medico, ovvero se ci sono più stanze, più ingressi, se la sala d'attesa ha finestre che garantiscono un continuo ricambio d'aria; e che terranno presente il periodo che si sta vivendo, essendo noi  le prime 'sentinelle' che monitorano tutte le fasi delle varie epidemie stagionali. Saranno dunque linee operative che manderemo ai nostri iscritti e sulle quali chiederemo una validazione dell'Istituto Superiore di Sanità".

Fonte: Adnkronos
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