“La formazione rappresenta un pilastro fondamentale per garantire la qualità delle cure offerte ai cittadini e non c’è migliore occasione formativa per un giovane medico che lavorare in corsia con un ruolo ed una responsabilità riconosciuta e commisurata alle competenze raggiunte. Il superamento di questo divario professionale esclusivamente italiano ci avvicina ad un modello di formazione più internazionale. Per questo accogliamo con favore la possibilità di contrattualizzare come dirigenti medici gli specializzandi già al secondo anno - dichiara il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore - e ci impegniamo come aziende sanitarie ad avviare subito un tavolo con le loro rappresentanze per assicurare loro gli adeguati spazi di formazione in fase di inserimento lavorativo negli ospedali”.
“È una disposizione - prosegue Migliore - che accoglie una nostra richiesta formulata più volte e da tempo per far fronte alla drammatica carenza di medici che stiamo vivendo in questa fase in Italia. Ma deve anche essere l’occasione per ripensare al ruolo delle aziende sanitarie, considerandole ancora di più parte attiva del processo formativo. Riteniamo fondamentale che aziende del servizio sanitario pubblico e università dialoghino e collaborino maggiormente per individuare le migliori soluzioni per una formazione di qualità che si integri con l'esperienza lavorativa”. Per questo motivo la Fiaso, ha immediatamente istituito un laboratorio gestionale aperto al confronto con le associazioni di categoria degli specializzandi e con i rappresentanti delle scuole di Medicina al fine di avviare una proficua discussione sulla definizione di modalità e strumenti che possano garantire la disponibilità di un percorso formativo completo e una transizione adeguata degli specialisti in formazione verso il ruolo di dirigente medico. Il laboratorio, coordinato direttamente dal presidente Migliore, è costituito da direttori generali di aziende: sanitarie, ospedaliere, universitarie e IRCCS, distribuite nel territorio nazionale, con una particolare attenzione al tema della rete dell’emergenza urgenza.
I puntini sulle i di Anaao Assomed
“L’Anaao Assomed condivide le dichiarazioni del Presidente della Fiaso - sottolinea il segretario nazionale Pierino Di Silverio - Inseguiamo da anni l’obiettivo di anticipare l’età di ingresso dei giovani medici nel mondo del lavoro, garantendo percorsi formativi irrobustiti dalla pratica professionalizzante e arricchiti dalle tutele proprie dei lavoratori, attraverso un contratto fortemente caratterizzato dal lato formativo. Grazie alla sensibilità del Parlamento e del Ministro della Salute, constatiamo che le nostre richieste hanno trovato la strada per realizzarsi, avviando, finalmente, anche quel processo formativo integrato tra università e ospedali da sempre auspicato e mai compiutamente realizzato. Perché, come precisa la Fiaso la nuova norma è: ‘Non solo un modo per far fronte alla carenza di personale, ma l’occasione per ripensare il ruolo delle aziende sanitarie come parte attiva del processo formativo’. Attraverso la messa a disposizione delle conoscenze e delle competenze del loro personale dirigente, cui va riconosciuto, anche dal punto di vista normativo e contrattuale, il ruolo docente di fatto esercitato nella necessaria attività di tutoraggio".
"Ben venga - continua Di Silverio - il laboratorio auspicato da Fiaso, ma affinchè la collaborazione sia proficua la partecipazione non può essere monca della componente professionale del Ssn e delle sue rappresentanze sindacali, che certo non possono essere escluse dalla definizione di ‘modalità e strumenti che possano garantire una transizione adeguata degli specialisti in formazione verso il ruolo di dirigente medico’. Appare urgente, comunque, ripensare la formazione del medico in Italia anche da un punto di vista qualitativo, liberandola dalla dicotomia tra luoghi e responsabilità formative per aprirla a un nuovo modello di ospedale sede di insegnamento, al cui interno i rapporti Università-Ssn siano meno conflittuali e più rispettosi dei rispettivi fini istituzionali".
"Come sempre Anaao - conclude il segretario nazionale - plaude a ogni iniziativa che miri alla collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e parti sociali perché, come più volte ribadito, questo è il momento di fare fronte comune per salvare insieme il presente e il futuro del nostro Ssn”.