Evd"L’emendamento Gelmetti al DL Anticipi va nella giusta direzione - ha dichiarato Angelo Testa, presidente nazionale Snami - come ulteriore contributo alla sicurezza ed efficientamento delle cure primarie. Si tratta di fondi sulla digitalizzazione degli studi dei medici di medicina generale.”
La misura è infatti prevista in un emendamento a prima firma del senatore veronese Matteo Gelmetti (FdI), all’articolo 5 del Decreto-legge Anticipi in fase di conversione in parlamento. Altro obiettivo dell’emendamento è quello di “favorire il popolamento del fascicolo sanitario elettronico con le prestazioni erogate sul territorio”.
Nello specifico, l'emendamento Gelmetti prevede, in via sperimentale per il 2024, il riconoscimento di un contributo una tantum pari a 150 euro, utilizzabile fino al 31 dicembre 2024, in favore dei medici di ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta e dei pediatri di libera scelta per l'acquisto di servizi o soluzioni digitali per la gestione degli studi professionali al fine di ridurre il carico burocratico e rendere più efficiente la comunicazione con i pazienti e, inoltre, per agevolare la diffusione di prestazioni base in telemedicina, quali ad esempio la televisita.
“La proposta mira a soddisfare le esigenze organizzative della comunità medica - ha aggiunto l’addetto stampa nazionale Snami Federico Di Renzo - e riflette l'impegno del sindacato nel contribuire a un sistema sanitario più efficiente  e  accessibile, in  linea  con  gli  obiettivi  delineati  nel  Pnrr. Investire nella gestione digitale delle disponibilità di agenda dei medici può diventare una opportunità in più nel rappresentare una soluzione strategica per potenziare l'assistenza territoriale nel breve periodo, riducendo i tempi di attesa e disincentivando il ricorso improprio al Pronto Soccorso. Ogni studio, anche quelli del medico a ruolo unico a ciclo orario, potrebbero dotarsi di un sistema dedicato di prenotazione dei pazienti che hanno necessità di essere visitati. Verrebbero così snellite le procedure, tenuti sotto controllo gli accessi e soprattutto si contribuirebbe alla sicurezza dei luoghi di lavoro, evitando problematiche inerenti anche alla violenza sugli operatori sanitari.”
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