Le linee guida internazionali raccomandano il monitoraggio della pressione arteriosa (Pa) al di fuori dell'ambulatorio per la diagnosi e la gestione dell'ipertensione arteriosa, utilizzando il monitoraggio ambulatoriale delle 24 ore (Abpm) o il monitoraggio domiciliare (Hbpm).(1-3)
Entrambe facilitano numerose misurazioni ripetute della pressione arteriosa e l'identificazione di fenotipi pressori discordanti come l'ipertensione da camice bianco e l'ipertensione mascherata. Sia l'Abpm che l'Hbpm sono inoltre maggiormente correlate al rischio cardiovascolare rispetto alla pressione arteriosa misurata in ambulatorio.
Un recente articolo, pubblicato su Jama (4), descrive le indicazioni e l'interpretazione dell'Abpm, evidenziando gli scenari in cui questo tipo di misurazione può essere preferibile all'Hbpm.

Vantaggi dell’Hbpm e dell’Abpm
Secondo gli autori dello studio, l’Hbpm, se eseguito correttamente, offre una maggiore riproducibilità della pressione diurna ed è più pratico, accessibile e adatto per diagnosi iniziale, follow‑up domiciliare e titolazione terapeutica.


L’Abpm è invece preferibile in condizioni cliniche specifiche:
- valutazione dei pattern notturni anomali (non‑dipping, reverse dipping)
- sospetta ipotensione o ipertensione episodica
- pressione labile
- scarsa aderenza terapeutica
- dubbi sull’accuratezza dell’Hbpm.

Affidabilità e corretta interpretazione
Per garantire l’affidabilità dell’Abpm è essenziale un approccio standardizzato: utilizzo di dispositivi validati con bracciale adeguato, posizionamento sul braccio appropriato, mantenimento delle normali attività evitando esercizio intenso, immobilità durante il gonfiaggio e compilazione di un diario per distinguere sonno/veglia e annotare sintomi o attività rilevanti.
Le linee guida Esc richiedono almeno 20 misurazioni diurne e 7 notturne, ma evidenze recenti suggeriscono che un numero inferiore possa comunque essere clinicamente utile se interpretato con cautela.

L’interpretazione dell’Abpm si basa sulle medie pressorie delle 24 ore, diurne e notturne. Il calo notturno fisiologico (dipping 10–20%) è associato a prognosi favorevole; pattern non‑dipping o reverse dipping correlano invece a maggior rischio cardiovascolare e renale. L’ipertensione notturna (≥110/65 mmHg) rappresenta un predittore indipendente di eventi avversi, sebbene non vi siano prove che un trattamento mirato esclusivamente ai valori notturni migliori gli outcome.
L’Abpm consente inoltre di identificare eccessiva variabilità pressoria, utile nei sospetti di disfunzione autonomica, anche se gli indici disponibili non hanno ancora un ruolo definito nella pratica clinica.

Pur essendo lo standard di riferimento negli studi clinici, l’Abpm risulta meno pratico dell’Hbpm. L’evoluzione dei dispositivi senza bracciale potrebbe aumentarne l’adozione, ma l’accuratezza attuale non è sufficiente per l’uso clinico. Sono necessari studi comparativi di alta qualità per definire l’efficacia della gestione terapeutica guidata da Abpm.

Bibliografia
1) McEvoy JW, et al; ESC Scientific Document Group. 2024 ESC Guidelines for the management of elevated blood pressure and hypertension. Eur Heart J 2024; 45: 3912-4018.

2) Jones DW, et al; Writing Committee Members. 2025 AHA/ACC/AANP/AAPA/ABC/ACCP/ACPM/AGS/AMA/ASPC/NMA/PCNA/SGIM Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation and Management of High Blood Pressure in Adults. Hypertension 2025; 82(10):e212-e316.

3) Muntner P, et al. Measurement of blood pressure in humans. Hypertension 2019; 73(5):e35-e66.

4) Demko J, Cohen JB. Ambulatory Blood Pressure Monitoring. JAMA Intern Med 2026. doi: 10.1001/jamainternmed.2026.0118.

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