Il medico di medicina generale riveste oggi un ruolo fondamentale nel mitigare il carico globale delle epatiti virali, responsabili di un'elevata morbilità legata a cirrosi e carcinoma epatocellulare (Hcc). Storicamente, il trattamento è stato appannaggio degli specialisti, ma la disponibilità di regimi orali altamente efficaci e ben tollerati ha permesso una "semplificazione" delle cure, rendendo il Mmg l'attore principale per espandere l'accesso alla salute.
Quando il Mmg fa la differenza: lo screening universale
La prevenzione ha subito un cambio di paradigma con l’introduzione dello screening universale una tantum per l'epatite B (Hbv) e C (Hcv) per tutti gli adulti, indipendentemente dai fattori di rischio. Il Mmg può fare la differenza identificando precocemente i portatori asintomatici durante le visite di routine o la gestione della gravidanza. È stato dimostrato che lo screening universale previene significativamente casi di cirrosi scompensata e decessi Hbv-correlati, risultando una misura costo-efficace.
Come interviene il Mmg: immunizzazione e stratificazione del rischio
L'azione del clinico territoriale si esplica attraverso strategie vaccinali aggiornate per l'epatite A e B. In particolare, l'uso del nuovo vaccino adiuvato HepB-CpG garantisce una protezione superiore rispetto ai vaccini tradizionali, specialmente in popolazioni fragili come i pazienti con Hiv. Il Mmg interviene riconoscendo i determinanti sociali e i fattori di rischio (uso di sostanze iniettabili, instabilità abitativa, co-infezioni) per interrompere i cicli di trasmissione comunitaria.
Gestione e trattamento come prevenzione
Il Mmg è essenziale nella diagnosi differenziale tramite la tripla sierologia (HBsAg, HBsAb, HBcAb), che permette di distinguere soggetti immuni da quelli a rischio di riattivazione virale in caso di immunosoppressione. Inoltre, la gestione dell'Hcv tramite antivirali ad azione diretta (Daa) consente tassi di guarigione (Svr) superiori al 95% con protocolli semplificati gestibili in ambito territoriale. Trattare efficacemente il singolo paziente non solo previene la progressione verso l'Hcc, ma agisce come strumento di prevenzione collettiva riducendo il serbatoio virale nella comunità.
In sintesi, il passaggio a una medicina di precisione e prossimità permette al Mmg di agire non solo come curatore, ma come coordinatore di un sistema di sorveglianza attiva, fondamentale per l'eliminazione globale delle epatiti.
Bibliografia
Min EA, Bolduc P. Prevention and Management of Viral Hepatitis in Primary Care. Top Antivir Med 2025; 33(6): 711-726.
Intervista
Nuova nota 1 sugli inibitori di pompa protonica: importanza del ruolo clinico del medico
Walter Marrocco
Responsabile Scientifico Fimmg Componente Cse – Aifa