L'uso di cannabis è associato a un rischio più elevato di infarto e ictus, indipendentemente dall'uso di tabacco. Il rischio di eventi cardiaci aumenta con un uso mensile frequente. Gli adulti statunitensi che hanno segnalato l'uso di cannabis erano a rischio più elevato di malattia coronarica, infarto miocardico e ictus rispetto ai non consumatori, con rischi persistenti per i consumatori di cannabis che hanno riferito di non aver mai fumato tabacco. Un uso più frequente di cannabis è associato a un rischio maggiore.
Le donne che soffrono di depressione possono essere maggiormente a rischio di infarto, dolore toracico ricorrente, ictus, insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale rispetto agli uomini. E questa associazione risulta significativa indipendentemente dall'età o dalla presenza di altre condizioni come l’obesità.
Sono numerosi ormai gli studi preclinici che additano le microplastiche e le nanoplastiche (MNP) come un potenziale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Al momento però mancano prove dirette che questo rischio si estenda agli esseri umani e per colmare questa lacuna un team di ricercatori ha condotto uno studio pubblicato di recente sul New England of Medicine.
L’International Diabetes Federation (IDF), in un documento di consenso appena pubblicato, propone di introdurre nuovi criteri per la diagnosi di pre-diabete e di diabete, basati sulla glicemia alla prima ora della curva da carico di glucosio (‘mini-curva’). Determinante il contributo della ricerca italiana all’introduzione di questi nuovi criteri, molto più sensibili dei precedenti.
“Una buona salute dei reni per tutti. Promuovere un accesso equo alle cure e una pratica terapeutica ottimale.” Questo è lo slogan di quest’anno promosso dalla Società Internazionale di Nefrologia (ISN) e dalla Fondazione Internazionale delle Malattie Renali (IFKF-WKA). SIN (Società Italiana di Nefrologia) e FIR (Fondazione Italiana del Rene) uniscono le forze per sensibilizzare e informare sulla MRC. Tante le iniziative congiunte attivate: screening gratuiti, punti informativi in tutta Italia, monumenti illuminati in varie città. Il 14 marzo ore 18:00 appuntamento sulla pagina Facebook della Società Italiana di Nefrologia con “L’esperto risponde”.
Nelle donne anziane, il rischio di insufficienza cardiaca si riduce con una maggiore attività fisica quotidiana: ma è interessante sottolineare che i benefici si rendono evidenti con quantità più elevate di normali attività quotidiane di intensità leggera e moderata, paragonabili a fare 3000 passi al giorno.
Un recente studio di coorte ha indagato la relazione tra l'età alla diagnosi del diabete di tipo 2 e il rischio di esiti cardiovascolari rispetto alle controparti non diabetiche. L'età più giovane alla diagnosi del diabete era associata a un rischio più elevato di mortalità e di esiti cardiovascolari, mortalità totale e ospedalizzazione per insufficienza cardiaca e malattia coronarica rispetto al controllo.