La proposta delle Regioni sul nuovo impianto della medicina territoriale, sostenuta dal ministro Orazio Schillaci, introduce il "doppio canale" per i medici di famiglia, permettendo loro di scegliere tra libera professione e dipendenza dal Ssn. Ma l'ipotesi incontra forti critiche: la Fimmg esprime dubbi sul nuovo modello, mentre la Fmt la boccia completamente, definendola "sbagliata e inutile". Solo la previsione della specializzazione in Mg raccoglie consenso. Nel frattempo, secondo quanto precisato da Schillaci, il Governo ha previsto un investimento di 250 milioni di euro all'anno per il 2025 e il 2026 per l’assunzione di Mmg, specialisti e infermieri.
L'Ia sta diventando un supporto prezioso per i medici di famiglia, alleggerendo il carico burocratico e facilitando l’accesso alle informazioni scientifiche. Tuttavia, il rapporto umano e fiduciario con il paziente rimane il fulcro della Medicina generale, insostituibile anche di fronte alle innovazioni tecnologiche. È quanto emerge da un’indagine del Centro Studi Fimmg, che evidenzia opportunità e criticità dell’integrazione dell’IA nella pratica quotidiana.
La survey condotta da M.D. Digital, "Convenzione o dipendenza? Dite la vostra", ha confermato la prevalenza del modello convenzionato tra i medici di medicina generale, con il 58,54% dei partecipanti favorevoli a mantenere il sistema attuale, contro il 41,46% che sostiene la dipendenza. Tuttavia, il dato più rilevante che emerge è la significativa frattura generazionale, territoriale e di genere. I medici più anziani difendono la convenzione, mentre le nuove generazioni - con una significativa incidenza delle donne medico - considerano la dipendenza una possibile soluzione alla precarietà lavorativa, al carico burocratico crescente e alla mancanza di tutele.
Le farmacie offriranno prestazioni di telecardiologia, televisite e telemonitoraggio, con il supporto degli specialisti ambulatoriali. L’accordo punta a rafforzare l’integrazione tra i professionisti della sanità territoriale, migliorando l’accesso ai servizi per i cittadini, soprattutto nelle aree meno servite.
A Catanzaro, esperti e rappresentanti del settore sanitario hanno discusso sulle peculiarità del nuovo Accordo integrativo regionale per i medici di medicina generale. Francesco Esposito, segretario Fmt, ha evidenziato la rilevanza del dialogo tra gli attori della sanità sottolineando il valore dell'intesa rispetto ad altre proposte nazionali, soffermandosi anche sul dibattito riguardante il ruolo unico.
La Federazione Cimo Fesmed richiama l'attenzione sugli effetti negativi della riforma che trasformerebbe i medici di medicina generale in dipendenti del Ssn. Dubbi sulla sostenibilità economica, sulla previdenza e sulla gestione delle carriere nel sistema sanitario. Il rischio, per il presidente Cimo Fesmed Guido Quici, è di creare più problemi di quelli che si intendono risolvere”.
Nel 2024 i medici di medicina generale della Regione hanno garantito 60 milioni di prestazioni, evidenziando il loro ruolo essenziale nella sanità territoriale. La Fimmg Napoli propone il rafforzamento delle Aggregazioni funzionali territoriali per migliorare l’efficienza assistenziale. Parallelamente, lo Smi Campania denuncia il sovraccarico di pazienti per medico, con gravi ripercussioni sulla qualità delle cure. Due visioni a confronto per un sistema sanitario più sostenibile.