Manifestazione nazionale davanti al Ministero della Salute contro la riforma delle cure primarie. Medici provenienti da tutta Italia contestano ruolo unico, retribuzione per obiettivi e nuove regole per le Case di Comunità. "Non permetteremo che venga smantellata la Medicina generale. Se non saremo ascoltati chiuderemo gli ambulatori" ha dichiarato Pina Onotri segretaria generale del Sindacato medici italiani.

Presentato a Firenze un corso Fad dedicato ai Mmg per riconoscere i segnali nascosti degli abusi. Disturbi gastrointestinali, insonnia, ansia e dolori cronici possono rappresentare campanelli d’allarme di violenze domestiche. Il medico di famiglia occupa una posizione privilegiata nell’intercettare il disagio nascosto grazie al rapporto continuativo e fiduciario con gli assistiti.

Simccp, Movimento Mmg per la Dirigenza, Movimento Giotto e Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie hanno incontrato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè per sostenere il riordino della medicina territoriale. Al centro Case di Comunità, formazione universitaria e nuovo ruolo dei medici di famiglia nel Ssn, mentre si intensifica il confronto con i sindacati di categoria contrari alla riforma.

A Pescara centinaia di Mmg hanno manifestato contro il mancato rinnovo dell’Accordo integrativo regionale fermo da vent’anni e contro l’ipotesi di riforma della medicina generale legata al Dm 77. La mobilitazione promossa da Fimmg assume un valore nazionale: sotto accusa il modello di “ibridizzazione” contrattuale, giudicato penalizzante per autonomia professionale, attrattività della professione e continuità assistenziale nei territori.

La Federazione dei medici territoriali boccia la proposta di dipendenza volontaria per i medici di medicina generale prevista dal decreto Governo-Regioni. Il segretario nazionale Francesco Esposito denuncia il rischio di apertura alle cooperative e alle assicurazioni nelle Case di Comunità e rilancia un modello alternativo: rapporto orario con tutele e convenzione unica territoriale.

Intervistato dall’agenzia LaPresse il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti critica il progetto di riforma della Medicina generale: "Non introduce una vera dipendenza, ma un modello ibrido con più vincoli e meno tutele". Nel mirino anche la nuova formazione, giudicata poco attrattiva per i giovani, e le criticità delle Case di Comunità. "Così il sistema rischia di perdere altri medici nei prossimi cinque anni".

Durissimo attacco della Fimmg Lazio al decreto sulla riforma delle Cure primarie: “Si smantella il rapporto fiduciario e si riportano le diseguaglianze sanitarie agli anni prima della legge 833”. Nel mirino dipendenza, turnazioni nelle Case di Comunità e apertura ai medici specialisti per coprire le carenze. “Il rischio è una sanità territoriale più fragile e spinta verso privato e assicurazioni”.