Poiché la causa delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa non è ancora nota, il trattamento per i malati è attualmente mirato ad alleviare i sintomi, spesso dolorosi. La scoperta da parte di un gruppo di ricerca della MedUni Vienna che il fattore scatenante dell'IBD potrebbe trovarsi sulla superficie delle cellule epiteliali intestinali fornisce un nuovo potenziale punto di partenza per lo sviluppo di strategie terapeutiche.
Uno studio Iss conferma che l’Italia è ‘iodosufficiente” grazie ai 15 anni di promozione del consumo di sale iodato, con una forte diminuzione dei rischi legati alla carenza nutrizionale di iodio, primi fra tutti il gozzo e la sua evoluzione in gozzo nodulare; inoltre si conferma anche la sicurezza del programma nazionale di iodoprofilassi.
L’ascolto della voce del paziente per migliorare le cure, la ricerca clinica, la programmazione sanitaria e la sostenibilità del Ssn. È il risultato conseguibile con un impiego sistematico e strutturato degli strumenti di raccolta dei dati sanitari. Un’indagine condotta nel contesto del progetto PATH con la collaborazione delle Associazioni di Pazienti rivela che per 3 pazienti su 4 la condivisione e l’utilizzo dei dati sanitari è fondamentale per un percorso di cura più efficace.
Un team di ricercatori ha valutato in che misura il controllo dei fattori di rischio classici della malattia arteriosa periferica (PAD) sia associato al rischio di PAD incidente nei pazienti con diabete di tipo 2. Sono stati analizzati i dati longitudinali dei registri sanitari e amministrativi nazionali in Svezia, per un totale di 148.096 individui con diabete di tipo 2 e 320.066 soggetti di controllo abbinati. I risultati hanno riscontrato un'associazione graduale tra un numero crescente di fattori di rischio di PAD e malattia incidente.
Il fumo di tabacco ha effetti sui polmoni ampiamente documentati da molto tempo e il suo impatto è ben accertato. Diversa è la situazione per il fumo di cannabis, che è composto essenzialmente da canapa o marijuana (prodotto trasformato della canapa). Alcuni dati indicano che esiste un segnale sufficiente per considerare la marijuana o la cannabis come nemiche dell’epitelio respiratorio. I futuri studi di coorte dovrebbero rafforzare l’insieme di argomentazioni che già consentono di prendere in considerazione le misure necessarie.
È stata individuata una correlazione tra le fluttuazioni dell’aridità e l’incidenza di asma in Italia: i dati provengono da uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, che è stato condotto da ricercatori degli Istituti Igag, Ift e Ifc del Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con sette università italiane. La ricerca sottolinea l’importanza di pianificare interventi globali di contrasto al cambiamento climatico, anche per salvaguardare la salute dell’uomo.
Sono stati presentati al congresso SIMIT i risultati di una ricerca condotta su 500 italiani con Hiv che fotografa il peso dell’infezione sulla qualità di vita: ansia, disordini dell’umore e del sonno sono i disturbi prevalenti. Fra gli interventi più efficaci per migliorare la qualità di vita vengono citati l’attività fisica e mentale e il coinvolgimento in percorsi clinici specifici.