La ricerca in un modello murino di obesità indotta dalla dieta ha riscontrato una maggiore interruzione dei geni coinvolti nella funzione cardiaca quando accoppiata con carenza di vitamina A utilizzando un approccio dietetico e genetico combinato. Lo studio è stato pubblicato sull'American Journal of Physiology-Heart and Circulatory Physiology.
Sebbene la maggior parte delle persone possa controllare con successo l'asma utilizzando corticosteroidi per via inalatoria, circa il 10% dei pazienti risulta essere resistente al trattamento. Recentemente è stato parzialmente scoperto il meccanismo dell'asma resistente al trattamento, dimostrando che la composizione dei lipidi è fondamentale nella risposta infiammatoria. Questo studio ha fornito una prova di concetto di un nuovo metodo di trattamento per l'asma resistente, la modulazione della composizione lipidica, ponendo le basi per studi futuri.
I ricercatori della Stanford Medicine hanno identificato diversi biomarcatori in grado di prevedere il successo di un individuo nel perdere peso e nel mantenerlo a lungo termine. Questi biomarcatori includono firme del microbioma intestinale, proteine prodotte dall’organismo umano e livelli di anidride carbonica espirata.
Una quantità crescente di prove indica che le decine di trilioni di microbi che normalmente vivono nel nostro intestino, il microbiota intestinale, hanno effetti di vasta portata sul funzionamento dell’organismo. I membri di questa comunità microbica producono vitamine, aiutano a digerire il cibo, prevengono la crescita eccessiva di batteri nocivi e regolano il sistema immunitario. Ora, un nuovo studio, condotto da ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, suggerisce che il microbiota intestinale svolge un ruolo chiave anche nella salute del cervello.
Rossana Berardi, Presidente di Women for Oncology Italy: “Le donne che accedono a studi clinici sono percentualmente inferiori rispetto agli uomini. Forse una riflessione va fatta rispetto alla centralità della donna ancora come perno della famiglia e alla difficoltà di avere caregiver che possano sostenere il suo accesso a sperimentazioni cliniche”.
Gli adulti con elevate concentrazioni di sodio sierico, un indicatore di un'assunzione inadeguata di liquidi, hanno maggiori probabilità di essere biologicamente più anziani della loro età cronologica e di sviluppare malattie croniche rispetto agli adulti adeguatamente idratati. A livello globale, questo può avere un grande impatto; la diminuzione del contenuto di acqua corporea è il fattore più comune che aumenta il sodio sierico, motivo per cui i risultati suggeriscono che rimanere ben idratati può rallentare il processo di invecchiamento e prevenire o ritardare le malattie croniche", afferma l'autrice dello studio.
I ricercatori dell’IFOM e dell’Università degli Studi di Milano hanno scoperto che alla base dell’invasività metastatica del carcinoma intraduttale mammario c’è il trasformismo materico delle cellule tumorali, che sono in grado di passare dallo stato solido a quello liquido, agevolando la motilità nell’organismo. La medesima transizione tuttavia, sottolineano gli scienziati, ha il potenziale di rendere tali cellule al tempo stesso più sensibili all'immunoterapia: da strategia di invasione potrebbe pertanto essere convertito in chiave terapeutica. I risultati dello studio, condotto grazie al fondamentale sostegno di Fondazione AIRC, sono stati pubblicati su Nature Materials.