Identificato un altro responsabile del rischio di malattie cardiovascolari che va a fare compagnia all’eccesso di cloruro di sodio: parliamo degli zuccheri liberi - zuccheri aggiunti e quelli naturalmente presenti nel miele e nei succhi di frutta – che sono stati individuati come fattori di rischio in uno studio pubblicato sul British Journal of Medicine. I risultati rafforzano le prove della raccomandazione dietetica globale di ridurre il consumo di zucchero libero al di sotto del 5% dell'energia giornaliera totale.

EvdUna ricerca sperimentale condotta dall’Istituto per la bioeconomia del Cnr e dal Club alpino italiano ha svelato l’effetto dei monoterpeni – componenti degli oli essenziali emessi dalle piante, abbondanti nelle foreste - nel ridurre i sintomi dell’ansia. Lo studio è pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health.

EvdGli adolescenti italiani dopo la pandemia nella fotografia dell’ISS: 1 giovane su 2 ha dichiarato un effetto positivo nei rapporti famigliari, ma 2 su 5 ne hanno riconosciuto gli effetti negativi sulla salute mentale. In calo l’abitudine alla prima colazione e all’attività fisica quotidiana, in crescita l’uso problematico dei social media (con fenomeni di cyberbullismo). Permangono comportamenti a rischio, quali l’assunzione di alcol, l’abitudine al fumo di sigaretta e la propensione al gioco d’azzardo.

I pazienti possono sperimentare il 30% in meno di reazioni avverse gravi se le loro prescrizioni di farmaci sono compatibili con i loro geni. È quanto riporta uno studio pubblicato su Lancet, frutto di una collaborazione europea. In altre parole i dati suggeriscono che un'analisi genetica prima di una terapia farmacologica potrebbe ridurre significativamente il quadro di possibili eventi avversi e i relativi costi sanitari.

EvdL'arterosclerosi ha grandi somiglianze con le malattie autoimmuni. Lo dimostrano i ricercatori dell'Università di Leida in un nuovo studio pubblicato su Nature Cardiovascular Research. Questa scoperta, aggiungono, suggerisce che le terapie per le malattie autoimmuni potrebbero essere efficaci anche nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari.

È stata presentata a Milano l’indagine “Il Punto” condotta interpellando medici, istituzioni, analisti, società scientifiche e responsabili della programmazione sanitaria. Evidenziate differenze tra le diverse realtà regionali (ogni BU ha il suo percorso, anche nell’ambito della regione). La Presidente Rosanna D’Antona: “Bisogna garantire le stesse opportunità a tutte le 45mila pazienti che vivono nel nostro Paese”.

EvdI ricercatori della Duke-NUS Medical School e del National Heart Center Singapore (NHCS), insieme ai colleghi tedeschi hanno dimostrato che la terapia rigenerativa per ripristinare la funzionalità renale compromessa potrebbe presto essere una possibilità.
In uno studio preclinico riportato su Nature Communications, il team ha scoperto che il blocco di una proteina dannosa e regolatrice della cicatrizzazione, l’interleuchina-11 (IL-11), consente alle cellule renali danneggiate di rigenerarsi, ripristinando la funzione renale compromessa a causa di malattie e lesioni acute.