Questo è l'appello lanciato dall’Istituto per la Promozione dell’Etica in Sanità (ISPE Sanità). "Desta profonda preoccupazione l’ipotesi di inserire la sanità tra le materie oggetto di maggiori autonomie - ha affermato Francesco Macchia, Presidente ISPE Sanità - la Riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha già portato a differenze laceranti tra i sistemi sanitari delle diverse Regioni e Province autonome: a testimoniarlo in modo inequivocabile ci sono le disparità negli adempimenti di applicazione dei LEA e la sempre crescente migrazione sanitaria tra le Regioni”.
Secondo il sondaggio d’opinione di Ipsos: "Priorità e Aspettative degli Italiani per un nuovo Ssn” un italiano su tre crede che l’Articolo 32 della Costituzione, che sancisce la salute come diritto fondamentale dell’individuo, non sia oggi pienamente rispettato. I risultati della ricerca sono stati presentati nella quinta edizione dell’Inventing for Life Health Summit, quest’anno dedicato al tema “Investing for Life: la salute conta”, organizzato da MSD Italia, che ha posto l'attenzione sugli argomenti chiave delle politiche sanitarie in Italia.
La FNOMCeO chiede di rivedere la nuova bozza del Ddl Calderoli, perché "prima di partire con l’autonomia vanno colmate le disuguaglianze di salute". Anche l'Unione Medici Italiani si schiera, sottolineando, in una nota stampa, che il testo proposto ha bisogno di correttivi soprattutto per evitare la deviazione verso il cosiddetto 'centralismo regionale'.
Eliminare i tetti di spesa, assumere medici negli ospedali anche con contratti libero professionali, Mmg in attività fino a 72 anni, incentivi salariali subito per chi lavora nei Pronto Soccorso e nelle aree marginali e a rischio. Queste, in sintesi, le proposte presentate nel corso del Comitato direttivo della Fiaso per far fronte alla crescente pressione subita dalle Aziende sanitarie e ospedaliere per la drammatica carenza di organico.
A lanciare l’allarme è il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Commentando la nuova bozza del DdL Calderoli, per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario, sottolinea: “Il testo, non prevede risorse per finanziare i LEP e consente il trasferimento delle autonomie alle Regioni senza prima recuperare i divari tra le varie aree del Paese”. Pertanto Gimbe chiede al governo di espungere la sanità dalle richieste di autonomia differenziata.