Medici, dirigenti sanitari, cittadini e pazienti tutti uniti, per chiedere la salvezza della sanità pubblica, hanno annunciato una grande manifestazione nazionale a settembre a Roma. Le ragioni di tale iniziativa sono state illustrate in un manifesto in cui si sollecita la politica ad un chiaro impegno a difesa del Ssn, perché "è in atto, da tempo, un processo di destrutturazione del Ssn pubblico che, di fatto, ha minato la sostenibilità, l’equità e l’accesso alle cure, rendendo marginale, rispetto alle politiche nazionali, un bene inalienabile come la salute degli italiani".
Sull'utilizzo dei farmaci equivalenti ci sono ancora troppe diffidenze da parte della popolazione. Nel 2022, per esempio, gli abruzzesi hanno speso più di 27milioni di euro come compartecipazione per le terapie con farmaci a brevetto scaduto griffati. Il dato è stato reso noto durante il convegno: "Il ruolo del farmaco equivalente Call to Action”, promosso da Motore Sanità e svoltosi di recente a Teramo.
È quanto mette in luce il Report dell’Istat sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita. Nel 2022 la quota di soddisfatti è in decisa crescita tra i giovani di 14-19 mentre è sostanzialmente stabile nel complesso della popolazione. Continua invece a calare la soddisfazione per lo stato di salute, soprattutto tra gli anziani, che passa dal 59,1% del 2021 al 55,3% del 2022 tra gli individui di 75 anni e più.
Questo è stato il tema al centro dell'evento, organizzato da Motore Sanità, svoltosi di recente a Milano presso Palazzo Lombardia, dove si sono confrontati istituzioni, medici, professionisti e rappresentanti del Terzo settore. “La salute è un tema che non è global, ma profondamente local. Soltanto se lo affrontiamo su scala locale - ha affermato Marco Alparone, vicepresidente di Regione Lombardia - riusciamo a rispondere a una domanda fondamentale che è quella di benessere e salute per tutti”.
A evidenziare ciò è la Fondazione Gimbe che ha valutato l’avanzamento delle coperture vaccinali relative a quarta e quinta dose per i pazienti anziani e fragili. A tale riguardo Nino Cartabellotta, presidente Gimbe, ricorda che sebbene l’Oms abbia dichiarato la fine dello stato di emergenza pandemica ha altresì sottolineato di non abbassare la guardia perché resta “il rischio di nuove varianti emergenti che possono causare nuove ondate di casi e morti”.