Nel 2025 mancheranno 3.600 medici di medicina generale e oltre 4 milioni di italiani non potranno contare su un medico di famiglia. Tra le regioni più penalizzate ci sono Lazio, Sicilia Campania e Puglia. A rilevare questi dati è il Rapporto Agenas sui Mmg, presentato di recente, che conferma l’allarme lanciato da più parte sulla carenza dei medici di famiglia e delinea un quadro per il futuro ricco di incognite se non ci saranno interventi significativi per lo sviluppo della medicina territoriale.
Il Rapporto civico sulla salute 2023, presentato a Roma presso il Ministero della Salute da Cittadinanzattiva, mostra un quadro impietoso sulle défaillance del nostro Ssn attraverso dati e testimonianze rilasciate dai cittadini. La situazione è tale che, non a caso, il Rapporto è stato diffuso all’interno di una giornata più generale dal titolo: “Urgenza sanità” in cui Cittadinanzattiva ha annunciato una serie di iniziative tra cui una mobilitazione permanente a difesa del Ssn e del diritto alla salute.
Le CdS, avviate in Lombardia, presentano un panorama piuttosto eterogeneo per tipologie organizzative, cioè quantità e qualità dei servizi offerti e presenza di personale. Poche rispondono completamente agli standard nazionali e regionali, anche se la situazione va considerata in continua e progressiva evoluzione. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai primi risultati dello studio, ancora in corso, su “Case della Comunità e riforma dell’assistenza territoriale” realizzato dal Centro Studi di Politica e Programmazione Socio-Sanitaria dell'Istituto Mario Negri.
La FNOMCeO e le Società medico-scientifiche che hanno partecipato alle GIMA 2023, su proposta e unitamente ad ISDE Italia e AIE, chiedono alle autorità politiche di ascoltare la voce del mondo scientifico e adottare senza ritardi le azioni utili sia a ridurre l’inquinamento atmosferico sia a mitigare il cambiamento climatico. I due fenomeni agiscono sinergicamente sulla salute umana, contrastando o riducendo l’efficacia delle terapie.
Dieci punti chiave e quarantasette azioni concrete per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure in ospedale, attraverso impegni che coinvolgono reciprocamente le aziende socio-sanitarie, i cittadini e le istituzioni. È questo l’obiettivo della Carta della qualità e della sicurezza delle cure, promossa da Cittadinanzattiva e Fiaso. Il grande tema che ha ispirato il lavoro della Carta è relativo al rischio infettivo correlato all’assistenza sanitaria e alla diffusione dell’antimicrobico resistenza.