Il 62% degli italiani è disposto a spendere di più per il proprio benessere fisico e mentale a seguito della crisi pandemica. Per la quasi totalità (92%), la salute è il fattore che incide di più sulla felicità. Questo vale per tutte le fasce sociali e d’età, a conferma del fatto che, nel post pandemia, la salute è diventata un tema trasversale e rilevante per l’intera popolazione. È quanto emerge dalla ricerca “Benessere e prevenzione: l’impatto della pandemia sulla salute degli italiani”, lanciata da Vision Group e presentata di recente a Milano.

“Strategie di confronto, formazione e comunicazione alle soglie di una nuovo modello di medicina territoriale”. Questo è il titolo del convegno che si svolgerà il 29 ottobre a Milano presso Palazzo Lombardia in cui medici di medicina generale, medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri, infermieri professionali, personale amministrativo e utenti del Ssn si confronteranno sulle criticità e opportunità della riforma delle cure primarie.

"Sì alla proposta Fiaso di uno stanziamento dell’8% del Pil e a soluzioni temporanee per la carenza del personale. Ci metterebbe in condizione di offrire risposte concrete agli attuali e ai futuri problemi con i quali ci dovremo confrontare e ci porterebbe a livelli di spesa in linea con gli altri Paesi europei più avanzati". A sostenere ciò il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti. Sulla stessa lunghezza d'onda la FNOMCeO che chiede di vincolare tale stanziamento "per investire sul personale dipendente e convenzionato e per ottimizzare la programmazione”.

La crisi profonda che attraversa la sanità pubblica, in preda a carenze di risorse umane ed economiche, ha spinto le Organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria a fare fronte comune chiedendo alle forze politiche impegnate nella campagna elettorale un chiaro impegno in difesa del loro lavoro e del loro ruolo a garanzia di un diritto costituzionale dei cittadini.

EvdÈ quanto evidenzia la Fondazione Gimbe dopo aver analizzato tutte le proposte di coalizioni e schieramenti relative a sanità e ricerca biomedica pubblicate sul sito del Ministero dell’Interno. I programmi  dei partiti risulterebbero accomunati da una mancanza di visione di sistema, dall’assenza di una valutazione dell’impatto economico delle proposte. Inoltre, la gestione della pandemia e della campagna vaccinale rimangono ai margini delle proposte, che non contemplano alcun piano di prevenzione.