EvdIl Ddl 227 'Misure per il potenziamento della medicina territoriale in prevenzione e assistenza primaria' presentato, a Palazzo Madama, dalla senatrice Maria Cristina Cantù (relatrice Elena Murelli) ha avuto commenti positivi da parte di Fimmg, Snami, Fismu e Fimp. Piace la Rete della presa in carico globale, la messa in campo  di circa un miliardo e mezzo da dedicare a obiettivi specifici relativi alla partecipazione della medicina generale ai processi di rinnovamento, il fatto che i Mmg restino professionisti in convenzione. Secondo la Federazione Medici del Territorio, il disegno di legge, con le opportune modifiche, potrebbe essere la leva che porta a quel ruolo unico della medicina generale sul modello della specialistica ambulatoriale. Per Fimp il Ddl pone le basi per colmare alcune lacune operative del DM 77.

Fimmg: un buon punto di partenza.
"C'è un approccio globale One health, cosa finora mai accaduta. C'è un finanziamento e si parla di medici convenzionati, non mi sembra un risultato da poco visto un anno e mezzo perso a discutere se dovevamo diventare dipendenti o meno, e si chiarisce il valore di scelta, di prossimità e del valore degli studi dei medici in un processo di rete". Questo quanto ha dichiarato il segretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti, a latere della presentazione, a Palazzo Madama, del Ddl 227 'Misure per il potenziamento della medicina territoriale in prevenzione e assistenza primaria'.
"Finalmente - evidenzia il segretario Fimmg -  si chiarisce che il medico di famiglia serve convenzionato, come soggetto dello Stato, definendo gli obiettivi di salute che vanno poi declinati nel contratto. Come questo debba essere sviluppato rispetto a forme organizzative come le case di comunità starà a noi chiarirlo nei compiti contrattuali e nei rapporti con le singole regioni, visto che il modello organizzativo è delegato dal Titolo V alle Regioni".
Per Scotti "è importante l'impegno per risolvere l'attuale grave carenza, prevedendo l'inserimento di almeno un medico ogni 1.000 residenti. Anche la parte economica, se confermata, sarebbe il finanziamento più importante che viene riconosciuto all'area di medicina generale da molto tempo. Il richiamo al Pnrr faciliterebbe inoltre i percorsi per arrivare ad accordi contrattuali che sviluppino nei territori l'associazionismo, la continuità dell'assistenza e l'utilizzo di dispositivi medici per una migliore gestione dei pazienti cronici nello studio del loro medico e dei più fragili al loro domicilio. Particolarmente innovativa - ha concluso – la previsione di una riqualificazione del settore con investimenti non solo sulle strutture ma anche sui professionisti". Quanto alle somme stanziate, il segretario della Fimmg ha precisato: "Si prevede, infatti, un punto e mezzo percentuale sul fondo indistinto delle Regioni, quindi pari circa un miliardo e mezzo, che potrà essere dedicato a obiettivi specifici che sono definiti dalla legge stessa, relativi alla partecipazione della medicina generale ai processi di rinnovamento".
"Si dà valore alla medicina generale ed è, in questo momento, ciò che mi interessa di più, oltre a essere una ricetta contro la carenza dei medici di famiglia perché dà ai giovani un punto riferimento e una prospettiva", ha concluso Scotti. Nel disegno di legge è previsto, tra l'altro, anche un aumento della retribuzione dei medici di medicina generale in formazione equiparata a quella della specializzazione.

Da Snami una condivisione di intenti
. “La Rete della presa in carico globale dei pazienti sarà utilissima - dice Angelo Testa, Presidente nazionale Snami - dalla presa in carico fino alle cure più complesse, in cui il medico di assistenza primaria può contare sul supporto degli specialisti per prevenire, assistere e rispondere ai bisogni dei malati, anche attraverso la telemedicina. Condividiamo gli intenti di Maria Cristina Cantù, vicepresidente della commissione Sanità e prima firmataria del ddl.  In quest’ottica è necessario abbattere la burocrazia, ottimizzare il fascicolo sanitario elettronico, riformare le regole d’ingaggio e le misure per l’incremento dei medici. Un rapporto ottimale adeguato - continua Angelo Testa - che possa permettere la reale presa in carico della cronicità con un sistema di remunerazione ben definito".
"Il futuro non può prescindere dal promuovere ancora di più l’associazionismo con un miglior livello di tecnologia e personale di studio di supporto per una maggiore integrazione professionale. La valorizzazione della figura del medico di medicina generale - conclude Angelo Testa - attraverso maggiori investimenti, gestione della cronicità e l’utilizzo di nuove tecnologie al servizio del cittadino e del rapporto fiduciario.”

Commenti positivi con distinguo da Fismu.  Il segretario nazionale di Fismu, (ora FMT-Federazione Medici del Territorio), Francesco Esposito, commentando il nuovo Ddl sulla medicina territoriale ha dichiarato: “È positiva l’impostazione di un disegno di legge che espressamente valorizza il rapporto fiduciario con il paziente, riduce il massimale, mette al centro il medico di medicina generale nella rete delle cure sul territorio, ma che punta anche sulla medicina di gruppo, la continuità dell’assistenza e su un aumento del personale medico. Certo è anche vero che rimane da comprendere come reperire questo ulteriore reclutamento di professionisti, vista la carenza strutturale di questi anni. Ma anche vorremmo essere certi di un adeguato stanziamento di ricorse per la medicina di gruppo, l’associazionismo e il conseguente fabbisogno di infermieri e personale amministrativo per gli ambulatori”.
“La previsione di un aumento dell’orario di apertura degli studi a 25 ore minimo - continua Esposito - apre una riflessione sul rapporto tra medici e Ssr, con un cambio di paradigma della componente oraria rispetto alle ‘scelte’. Forse questo disegno di legge, con le opportune modifiche, potrebbe essere la leva che porta a quel ruolo unico della medicina generale sul modello della specialistica ambulatoriale, con conseguente miglioramento anche delle condizioni di lavoro sul piano delle tutele, maternità, malattie, ferie, per i medici di famiglia e di medicina generale. Speriamo in un confronto aperto con tutte le forze sindacali e cultuali della sanità pubblica. Noi ci saremo”.

Il plauso dei Pediatri di Famiglia (Fimp).
“Accogliamo con favore il Disegno di legge attualmente in esame in Commissione 10a al Senato con le misure per il potenziamento dell’assistenza territoriale – dichiara Antonio D’Avino, presidente Fimp. “Come rappresentanti della Pediatria di Famiglia, pilastro fondamentale per l’erogazione delle Cure Primarie sul territorio, riconosciamo il grande valore di questo Disegno di legge che pone le basi per colmare alcune lacune operative del DM 77 che impediscono il pieno rilancio della sanità territoriale. Il provvedimento riconosce il ruolo strategico e la centralità del medico delle cure primarie, e quindi del Pediatra di Famiglia, nell’intero percorso assistenziale di prevenzione, diagnosi e presa in carico, per rispondere ai bisogni di salute dei bambini e degli adolescenti italiani”.
 “Valutiamo positivamente – aggiunge il presidente Fimp – la previsione di risorse economiche dedicate al rafforzamento del modello assistenziale: l’art.5 del Disegno di legge a prima firma della Senatrice Maria Cristina Cantù destina risorse specifiche per i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale che esercitano l’attività professionale nell’ambito di questo nuovo percorso integrato volto ad assicurare il potenziamento della medicina territoriale, secondo i principi della Primary Health Care”.
“Rinnoviamo la nostra massima disponibilità per supportare il lavoro delle Commissioni parlamentari competenti in materia sanitaria, dando il nostro contributo fattivo al rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, a partire dal suo pilastro fondante delle Cure Primarie, a tutela della qualità di cura e della salute dei cittadini”, conclude D’Avino.
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