"Con il progressivo sviluppo della campagna di vaccinazione sono aumentati i carichi di lavoro per i medici di medicina generale che si sono impegnati sette giorni su sette in questi due anni. Sono aumentanti notevolmente i carichi burocratici che devono sostenere i medici con un grave danno per le attività mediche dedicate all’assistenza e alle cure".
"Tale inutile aggravio burocratico potrebbe essere alleggerito, ad esempio, nel caso di quelle regioni, quali il Lazio, nelle quali i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno dovuto emettere i certificati di fine isolamento per evidenti difficoltà dei Sisp (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) in carenza di personale.
Tutti questi stessi certificati sono stati trasmessi al distretto di riferimento, al Sisp competente per territorio che a sua volta ha trasmesso i dati alla regione e da lì al Ministero della Salute. Egualmente tutti i tamponi processati, positivi e negativi, sono stati tutti inseriti nel sistema dall'azienda, nei sistemi regionali e trasmessi centralmente al Ministero della Salute. Partendo da tali dati, che sono stati divulgati i risultati regionali ed aziendali, dei guariti e dei nuovi infetti. Quindi, come si vede, si tratta di dati già in possesso delle aziende sanitarie e delle Regioni.
Tutte queste notizie dovrebbero già essere state inserite nel sistema sanitario in modo tale da tale da consentire al paziente di scaricare autonomamente la green card. Inutile, ridondante e dannoso, quindi, è il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nell’emissione del green pass".
"Nei residuali casi nei quali per evidenti disallineamenti nei sistemi informatici o per incapacità tecnica dei cittadini nello scaricare il documento appare comunque impensabile caricare di questo compito i medici di famiglia o i pediatri di libera scelta. Esistono i Cup delle Asl per questo o i servizi sociali dei comuni. Sono altri i compiti dei medici, ancor più in tempi di emergenza e pandemia" conclude Onotri.