"Nel corso della manifestazione del 2 marzo scorso al ministero della salute siamo stati ignorati, nessuno impegno è stato preso. L’assenza del Ministro Speranza all’incontro del 2 marzo è stato un brutto segnale e rappresenta la dimostrazione di una scarsa sensibilità politica e istituzionale; un'occasione persa!".
"La nostra mobilitazione continuerà, la primavera del mondo medico è cominciata e non si arresterà fino quando non ci saranno risposte concrete. Continueremo lo stato di agitazione per tutta la categoria medica e per difendere i diritti dei nostri cittadini".
"Sono trascorsi 30 anni, dall’ultima mobilitazione della categoria e con la nostra iniziativa, continuano Smi e Simet, abbiamo rappresentato il disagio di tutti i medici. Allo stesso tempo, siamo riusciti a spiegare, a milioni di cittadini, le nostre preoccupazioni per il futuro della sanità pubblica e per il loro stesso destino, perché ogni medico in meno è un servizio in meno alla cittadinanza>.
"I nostri obiettivi sono ancora sul campo a partire dalla trasformazione del corso di formazione di medicina generale in specializzazione; dall'avvio di politiche serie per ovviare alla carenza dei medici sul territorio e negli ospedali; dal riconoscimento delle tutele, in primis l'infortunio sul lavoro, di tutti i medici convenzionati; alle pari opportunità per le donne medico. Andremo avanti con lo stato di agitazione" conclude la nota.
"Le giuste tutele che rivendicano i medici di medicina generale non sono state neanche studiate al momento. Siamo preoccupati, tra l’altro, perché 3 milioni di italiani sono senza medico di famiglia, vista la mancata sostituzione di quelli che vanno in pensione e la “fuga” dei giovani per i quali la professione è sempre meno appetibile, sia dal punto di vista professionale sia economico". Aveva dichiarato all’Adnkronos Salute, Pina Onotri, segretario nazionale del Sindacato medici italiani (Smi), nel corso della manifestazione, sotto la sede del Ministero della Salute, prima di essere ricevuta, in delegazione insieme alla Simet dal Gabinetto del Ministro della Salute, Roberto Speranza.
"Non abbiamo ancora i dati dell’adesione allo sciopero ha detto Onotri ̶ ma abbiamo avuto molte segnalazioni e, in ogni caso, è un successo perché erano 30 anni che la categoria non si mobilitava, c’era un’importante esigenza di confronto. E comunque 10 milioni di cittadini sono stati informati delle nostre preoccupazioni per il futuro della sanità pubblica e anche per il loro stesso futuro, perché ogni medico in meno è un servizio in meno alla cittadinanza".
"Siamo molto arrabbiati ̶ spiega Vincenzo Immordino, segretario provinciale Simet Forlì ̶ perché nessuno ha riconosciuto il lavoro disumano di questi ultimi due anni. Siamo molto arrabbiati perché nel Pnnrr non c’è nulla che ci aiuti a migliorare la nostra professione, che ci sgravi dai compiti burocratici". Infine, ha concluso Immordino, "siamo arrabbiati perché non siamo ascoltati, mentre siamo l’unica vera difesa del territorio che i cittadini, i nostri pazienti, hanno".