L'ordinanza disciplina l'accesso di familiari e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti, e strutture residenziali socio-assistenziali. "Accesso, si legge nel testo, consentito nel rispetto del documento che detta le Modalità di accesso e uscita, adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come integrato e validato dal Comitato tecnico scientifico per l'emergenza coronavirus. Documento che costituisce parte integrante dell'ordinanza".
Al comma 2 dell'articolo 1 si precisa che "il direttore sanitario o l'autorità sanitaria competente, in relazione allo specifico contesto epidemiologico, possono adottare misure precauzionali più restrittive necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione".
Due visitatori per ospite - "Gli accessi devono riguardare di norma non più di due visitatori per ospite per visita, identificati dall'ospite o, in caso di sua incapacità certificata, identificati nella sfera di relazione/affetti dell'ospite stesso e per una durata definita per favorire anche frequentemente le visite a tutti coloro che vengono autorizzati" si legge nel documento.
"In specifiche condizioni cliniche/psicologiche (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo: nelle fasi del fine vita, in caso di utenti minori, depressione grave, deterioramento cognitivo, specifiche disabilità psichiche o sensoriali, gravissime disabilità, stati vegetativi ecc.) - si precisa - è possibile valutare l'alternanza di più visitatori individuati specificatamente, così come per eventuali caregiver, anche per frequenze e durate superiori a quanto ordinariamente previsto".
"L'ordinanza "sconsiglia l'accesso ai minori di 6 anni per i quali non sia possibile garantire il rispetto delle misure di prevenzione".
Spazi aperti - "In presenza di condizioni climatiche favorevoli, vanno sempre privilegiati gli incontri in spazi aperti e allo scopo dedicati" si legge nel documento. "Deve essere vigilato l'adeguato distanziamento tra visitatore e ospite - si precisa - e quello fra gruppi familiari diversi contemporaneamente presenti, previa valutazione della configurazione degli spazi esterni e della loro superficie, per calcolare il numero massimo di visite ammissibili contemporaneamente, avendo cura di garantire riservatezza e intimità a familiari e ospiti". Inoltre "deve essere garantita, per quanto possibile, la separazione fra gli spazi esterni utilizzabili per le visite e quelli utilizzati per altre funzioni o da soggetti presenti a diverso titolo nella struttura".
Uscite e rientri - L'ordinanza precisa che: "tenuto conto della rilevanza ai fini del progetto assistenziale e del benessere psicosociale dei residenti, va garantita la possibilità di uscite programmate degli ospiti e rientri in famiglia". "L'uscita programmata degli ospiti dalle proprie strutture - si precisa - richiede una specifica regolamentazione da parte delle Direzioni sanitarie/Responsabili medici/Referente Covid-19, ovvero dello specialista di riferimento o del medico curante in accordo con la Direzione della struttura".
Mascherine FFP2 per visitatori e ospiti - "Il familiare/visitatore - si legge ancora - deve sempre effettuare l'igiene delle mani all'ingresso e all'uscita dalla struttura e indossare sempre e correttamente i dispositivi di protezione individuale in base al livello di rischio (almeno Ffp2 o superiore). Laddove possibile", inoltre, "compatibilmente alle condizioni cliniche e tollerabilità", anche "l'ospite indosserà i dispositivi di protezione delle vie aeree in base al livello di rischio (almeno FFP2 o superiore)". Le visite devono essere organizzate in modo da "evitare assembramenti di persone - si precisa - e deve essere assicurato il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra visitatori (estendibile fino a 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale (detto aspetto afferisce alla responsabilità individuale)".
Sicurezza ancxhe negli abbracci - "Il contatto fisico tra visitatore/familiare e ospite/paziente può essere preso in considerazione in particolari condizioni di esigente relazionali/affettive. L'interazione con contatto fisico può avvenire esclusivamente tra familiare/visitatore in possesso della Certificazione verde Covid-19 e di ospite/paziente vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi, fatte salve diverse motivate indicazioni della Direzione sanitaria ovvero del referente medico o del medico curante (es. ospite con controindicazione alla vaccinazione)", specifica quindi l'ordinanza.
Visite ai pazienti positivi al Covid-19 - "Nel caso in cui all'interno delle strutture si riscontrasse la presenza di casi positivi" a Sars-CoV-2 "tra gli ospiti o il personale, l'accesso ai visitatori è consentito esclusivamente sulla base delle valutazioni della Direzione sanitaria (ovvero del referente medico/referente Covid-19 della struttura/altra figura di riferimento in base alla specifica organizzazione regionale) e comunque solo nell'ipotesi in cui venga garantita una netta separazione strutturale e/o organizzativa (es. aree completamente separate e con staff differenziato ovvero con soluzioni che garantiscano la separazione dei percorsi e dell'assistenza) delle attività dedicate agli ospiti Covid-19 positivi rispetto a quelle Covid-free", si legge ancora nel documento. "I gestori - si precisa - sono tenuti a trasmettere alle Asl o alle equivalenti articolazioni territoriali regionali le modalità organizzative adottate sulla base delle precedenti indicazioni, per consentirne la condivisione e le eventuali verifiche e attività di audit e formative/informative".
Il plauso delle Regioni
“L’ordinanza del Ministro della Salute Roberto Speranza dà finalmente il via libera alle visite, in condizioni di sicurezza, nelle residenze sanitarie per anziani. È il coronamento – dichiara il Presidente Massimiliano Fedriga - di un importante e costante lavoro istituzionale della Conferenza delle Regioni”.
“Ringrazio per il lavoro fatto – prosegue Fedriga - gli assessori delle Regioni e il gruppo di lavoro Emergenza Covid che hanno scritto le Linee Guida, senza le quali questo risultato non sarebbe stato possibile. Anche in questa occasione abbiamo dimostrato – sottolinea il Presidente della Conferenza delle Regioni - quanto sia importante procedere in un’ottica di condivisione istituzionale e per questo proseguiremo a collaborare con il ministero della Salute e in generale con il Governo per continuare a proporre tutte le altre linee guida necessarie per far riaprire progressivamente e in condizioni di sicurezza tutte le attività. Dobbiamo – conclude Fedriga - uscire dalla crisi e ridare slancio e fiducia al Paese”.