EvdRiguardano oltre 100mila donne in Italia, in gran parte in età giovane e fertile, con un impatto particolare sulla condizione femminile. Ma le terapie ci sono e, se gestite correttamente, non influiscono sulla possibilità di avere una gravidanza e sulla salute del bambino. Una diagnosi precoce è uno strumento fondamentale. È molto importante che i Medici di medicina generale e anche gli specialisti colgano i sintomi d’allarme, che in particolare nella malattia di Crohn possono essere subdoli e confusi con altre condizioni non patologiche funzionali, perché una diagnosi precoce consente di poter intervenire quando il paziente può essere sottoposto a terapia farmacologica e non chirurgica, come avviene invece quando la malattia è già in una fase complicata.

Evd L'aspettativa di vita è diminuita di 3 anni per gli uomini e di 2.3 anni per le donne tra il 2019 e il 2021, secondo i dati provvisori sull'aspettativa di vita del National Center for Health Statistics statunitense, scendendo  a circa 73 anni per gli uomini e a circa 79 anni per le donne, i livelli più bassi dal 1996.  I decessi hanno contribuito a un crescente divario nell'aspettativa di vita tra uomini e donne, che è aumentato da 4.8 anni nel 2010, il più basso mai registrato, a circa 6 anni nel 2021.

Mentre il numero dei casi di Covid inizia a diminuire, gli epidemiologi francesi già puntano al rischio di una nuova ondata. La variante Omicron "BQ.1.1" (derivata dalla variante BA.5), infatti, continua a progredire e gli specialisti francesi ritengono che potrebbe soppiantare la variante BA.5 di Omicron, che attualmente domina. I dati forniti dall’Oms tuttavia delineano uno senario diverso in quanto tra il 17 e il 23 ottobre, in tutto il mondo il numero di nuovi casi settimanali di Covid è diminuito del 15% rispetto alla settimana precedente. Il numero di nuovi decessi è diminuito del 13%. Il calo dei nuovi contagi è stato registrato in tutte le sei regioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

EvdUn nuovo studio condotto dai ricercatori dell'UBC e del BC Center for Excellence in Hiv/AIDS (BC-CfE) sta facendo luce su come le restrizioni pandemiche abbiano influenzato un'altra minaccia di lunga data per la salute pubblica: l'Hiv. Lo studio, pubblicato su Lancet Regional Health—Americas, ha esaminato la trasmissione dell'Hiv durante il primo lockdown (dal 22 marzo al 20 maggio 2020), quando misure rigorose di salute pubblica hanno ridotto le interazioni sociali e l'accesso ai servizi sanitari critici. I ricercatori hanno esaminato l'impatto di queste restrizioni sulle popolazioni a rischio di contrarre l'Hiv, comprese le persone che fanno uso di droghe (PWUD) e gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM).

EvdSono numerosi e innovativi gli argomenti proposti dalla XXXIX edizione del congresso “Conoscere e Curare il Cuore”, organizzata dalla Fondazione “Centro Lotta contro l’Infarto” di Firenze. Sempre di più, il Congresso sta scommettendo su temi di interesse per il governo della salute pubblica generale supportati da solide evidenze scientifiche, sulla individuazione di target specifici in relazione a delineate patologie cardiache, sulla personalizzazione delle cure, sulla interconnessione delle strategie terapeutiche.

Segni di compromissione cerebrale sono comparsi già 9 anni prima che le persone ricevessero una diagnosi di Alzheimer o altre malattie legate alla demenza: è quanto si legge in un'analisi dei dati della UK Biobank. I risultati sollevano la possibilità che le persone a rischio possano essere sottoposte a screening per identificare chi potrebbe beneficiare di interventi precoci o essere candidati per studi clinici, hanno suggerito i ricercatori.

EvdLa multimorbidità è stata associata a un aumento del 63% del rischio di demenza incidente, con il rischio maggiore legato alla presenza di ipertensione arteriosa e al diabete: lo riferisce un gruppo di ricercatori in un lavoro pubblicato su JAMA Network Open.