La Covid-19 sembra stia frenando la sua corsa e con la “fase 2” si comincia a respirare un ritorno alla normalità, senza però dimenticare gli insegnamenti che la pandemia ci sta lasciando. Il Prof. Giovambattista Desideri, Cattedra di Geriatria - Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università degli Studi dell'Aquila, ricorda che le patologie croniche – in particolare cardio-nefro-metaboliche e respiratorie - vanno trattate al meglio delle possibilità sin dal loro esordio sulla scena clinica.
I dati emergono dal più grande studio condotto sino ad oggi, che tra il 1° febbraio 2020 e il 25 aprile 2020 ha analizzato i dati sulla salute di 17.4 milioni di adulti nel Regno Unito, fornendo solide prove su quelli che sono considerati i fattori di rischio associati a morte nell’infezione da SARS-CoV-2.
Come ormai evidenziato da numerose ricerche, l’infezione da Covid-19 può avere conseguenze sia sul cervello che sul sistema nervoso periferico: la testimonianza e l’operatività concreta dei giovani medici della Scuola di Specialità in Neurologia dell’Università di Milano.
Le considerazioni della Società Italiana di Diabetologia (SID) e dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) sull’analisi del Lancet Diabetes & Endocrinology che cerca di mettere a punto dei suggerimenti di trattamento per le persone con diabete e Covid-19 pur in assenza di chiare evidenze scientifiche.
La Pediatria dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo scopre un legame tra Covid-19 e malattia di Kawasaki: in un mese registrati i casi pari a quelli degli ultimi 3 anni.
Un recentissimo studio ha considerato le alterazioni elettrolitiche nei malati di Covid-19, rilevando come nei pazienti più gravi si registrino anche minori concentrazioni sieriche di potassio, sodio e calcio.
la letteratura descrive numerose presentazioni asintomatiche e/o atipiche del Covid-19 che suggeriscono una attenta vigilanza per cercare di arginare l’aumento della diffusione della malattia nella popolazione da parte di pazienti non riconosciuti come affetti da Covid-19 e di contenere il rischio di inutili esposizioni al SARS-CoV-2 di medici e personale sanitario.