Un lavoro intitolato “Reduced cyclin D3 expression in erythroid cells protects against malaria”, pubblicato sulla rivista Nature, descrive una variante genetica capace di ostacolare la crescita del parassita della malaria. La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori e ricercatrici dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) di Cagliari e dell’Università degli Studi di Sassari e chiarisce il meccanismo biologico della protezione, indicando una possibile strada per nuovi farmaci. All’articolo è stato anche dedicato un editoriale della rivista.
Un’azione antitumorale da un vecchio farmaco. È quanto emerge da uno studio italiano che dimostra come metformina è in grado di legarsi a tmClic1, la forma di membrana della proteina Chloride Intracellular Channel 1, fortemente espressa nelle cellule staminali del glioblastoma, responsabili della crescita tumorale, dell’invasività e delle recidive, mentre è assente nelle cellule sane.
Quasi la metà dei casi globali di demenza è riconducibile a fattori di rischio potenzialmente influenzabili, come il fumo e l'ipertensione arteriosa. Un recente studio prospettico condotto presso la Lund University ha analizzato come tali fattori interagiscano con i meccanismi fisiopatologici delle due forme più comuni di declino cognitivo: la malattia di Alzheimer e la demenza vascolare.
Una ricerca condotta dall'Edith Cowan University in collaborazione con il Danish Cancer Research Institute ha analizzato l'associazione tra l'apporto di nitrati e nitriti, suddivisi per matrice di provenienza, e il rischio di insorgenza della demenza. Lo studio, pubblicato sulla rivista Alzheimer's & Dementia, ha seguito una coorte di oltre 54.000 adulti danesi per un periodo di 27 anni, evidenziando come la fonte alimentare di tali composti sia determinante per gli outcome neurologici.
L'indagine AstraRicerche–Airo, presentata in occasione del Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (Airo), ha analizzato l’esperienza dei pazienti e il grado di fiducia nei protocolli di radioterapia oncologica. I dati raccolti riflettono un elevato standard di sicurezza percepita e una solida alleanza terapeutica tra pazienti e personale sanitario.
I risultati preliminari di uno studio pilota condotto dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, nell’ambito del progetto Pnrr Age-It, evidenziano che l’attività fisica prescritta dal medico di famiglia e monitorata digitalmente può determinare una riduzione della pressione arteriosa comparabile all'effetto di due farmaci antipertensivi combinati.
L’inaugurale rapporto dell'Acc evidenzia un panorama preoccupante caratterizzato da una crescente prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare e da una stagnazione, o in alcuni casi un’inversione, dei progressi clinici ottenuti nei decenni precedenti. Nonostante l'espansione delle opzioni terapeutiche, i tassi di controllo per condizioni croniche come l'ipertensione, il diabete e l'ipercolesterolemia sono rimasti pressoché invariati, segnalando una crisi non solo clinica ma sistemica.