CO espirato: biomarcatore respiratorio stratifica il rischio dopo infarto miocardico
Un biomarcatore respiratorio di facile misurazione potrebbe migliorare la stratificazione del rischio in pazienti dopo infarto miocardico. Un recente studio prospettico multicentrico si è proposto di valutare il valore prognostico dei livelli di monossido di carbonio (CO) espirato misurati al momento del ricovero.
Un team di ricercatori guidato da Michelle D. Pang della Maastricht University Medical Centre ha condotto uno studio randomizzato per esaminare gli effetti a lungo termine della sostituzione degli zuccheri aggiunti con dolcificanti ed esaltatori di dolcezza (S&SEs). L'obiettivo era valutare l'impatto di tale sostituzione sul mantenimento della perdita di peso, sui fattori di rischio cardiometabolico e sulla composizione del microbiota intestinale in adulti e bambini in sovrappeso o obesi.
L'intelligenza artificiale generativa (GenAI) rappresenta una promessa significativa per l'avanzamento dell'assistenza sanitaria, ma la sua adozione è ostacolata non solo da sfide tecnologiche, ma anche da una sorprendente barriera sociale: lo stigma professionale.
Un'analisi dettagliata basata sui dati degli activity tracker suggerisce che gli individui di sesso femminile ottengono benefici cardiaci nettamente maggiori dall'esercizio fisico rispetto agli uomini. Lo studio, pubblicato su Nature Cardiovascular Research, indica chiaramente che l'adozione di raccomandazioni specifiche per sesso potrebbe migliorare la prevenzione e la gestione delle malattie cardiache.
L’annosa domanda se la plastica abbia o meno effetti tossici sul cuore ha trovato una risposta significativa in una recente ricerca condotta dal College of Medicine dell'Università di Cincinnati. Lo studio ha rivelato che l’esposizione quotidiana al bisfenolo A (Bpa), una sostanza chimica ampiamente diffusa nella plastica e nei prodotti per la cura personale, è legata a cambiamenti nel sistema elettrico del cuore.