In vista dell’avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2026, la Fondazione Gimbe mette nero su bianco il declino del finanziamento pubblico per la sanità italiana. l’Italia è in coda alle classifiche internazionali per investimenti pubblici in sanità: solo il 6,3% del Pil, ultima nel G7 per spesa pro-capite e un divario di 43 miliardi rispetto all’Europa. "Serve un patto politico per rifinanziare il Ssn e restituirgli forza e dignità, perché se non investiamo sulla salute, pagheremo tutto con gli interessi in: disuguaglianze, malattia, impoverimento e perdita di futuro” ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione.
Con l’approvazione delle Linee di indirizzo da parte della Conferenza Stato-Regioni, si delinea il nuovo assetto della medicina territoriale, centrato sulle Case di Comunità e sul ruolo unico di assistenza primaria. Ma senza l’emanazione dell’Atto di Indirizzo nazionale sulla Medicina generale, il quadro resta incompleto: una cornice senza contenuto. Tra i Mmg, il documento però ha riacceso il timore di una trasformazione in senso subordinato e di una progressiva erosione dell’autonomia professionale.
Al Meeting di Rimini, il vicepresidente della Corte Costituzionale, Luca Antonini, ha lanciato un appello per salvare il Servizio sanitario nazionale. "Il diritto alla salute - ha ribadito - è costituzionalmente necessario e non può essere subordinato alla disponibilità economica". Ma il Ssn non è solo sottofinanziato: è sempre meno attrattivo per i medici, con dimissioni in crescita e borse di specializzazione rifiutate. Antonini propone una commissione parlamentare bipartisan per rilanciare il sistema, ispirandosi allo spirito unitario che ne guidò la nascita nel 1978.
La prossima pandemia non è una questione di “se”, ma di “quando”. Il monito dell’Oms e i dati del Joint research centre (Jrc) della Commissione Europea convergono su un punto: il rischio pandemico è reale, crescente e alimentato da fattori ambientali, sociali e biologici. In questo scenario, i presìdi sanitari locali e i professionisti della salute pubblica assumono un ruolo strategico.
Un sistema sanitario che non riesce a garantire equità, un quadro assistenziale che si deteriora e milioni di cittadini che vedono negato il diritto alla cura: è questa la denuncia del Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari, che torna a sollecitare Governo e Conferenza Stato-Regioni affinché si sblocchi l’attuazione dei nuovi livelli essenziali di assistenza, fermi da oltre due anni.