Con oltre 1,3 miliardi di investimenti, il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 si consolida come asse strategico del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il 97% dei medici di medicina generale e dei pediatri ha già effettuato almeno un’operazione sul sistema, ma restano aperte le sfide sull’integrazione territoriale e sull’uso clinico dei dati.
Nonostante gli ingenti investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la gestione delle malattie croniche in Italia mostra criticità strutturali e disuguaglianze territoriali. Dalla scarsa implementazione dei Pdta regionali alla sottoutilizzazione del Fascicolo sanitario elettronico emergono nodi cruciali su remunerazione, programmazione e misurazione degli esiti. L’analisi dell’Equity Group Cronicità, promosso da Salutequità, propone interventi per un servizio sanitario più efficace e orientato al percorso completo del paziente.
Un adulto su cinque in Europa vive con sintomi di ansia o depressione, ma oltre due terzi non ricevono assistenza adeguata. In Italia crescono i ricoveri psichiatrici e le consulenze nei Pronto soccorso, mentre calano le risorse e la prevenzione resta marginale. I dati di Ocse e Iss descrivono un sistema in affanno, tra carenza di personale e domanda di cura sempre più alta.
La legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei ministri, destina 6 miliardi aggiuntivi alla sanità, con un incremento di 2,4 miliardi rispetto alle previsioni. Sono previsti nuovi fondi per assunzioni, indennità, screening e assistenza territoriale. Tuttavia, restano incognite sulle risorse effettivamente destinate alla Medicina generale, che chiede trasparenza, pianificazione e coinvolgimento strategico, anche alla luce delle criticità emerse nell’attuazione del Pnrr.
Dopo trent’anni di fallimenti del modello aziendale, AnaaoAssomed lancia una proposta di riforma radicale per il Servizio sanitario nazionale: un nuovo governo clinico, uno stato giuridico adeguato per i dirigenti medici e sanitari e una revisione del rapporto con l’Università. Al centro, la necessità di restituire autonomia, dignità e partecipazione ai medici, rilanciando la sanità pubblica.