"Il Comitato dovrà essere costituito dai più importanti esperti, in prevalenza clinici". La richiesta viene da Forum delle 75 Società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani che reputa insufficienti le risorse stanziate per il 2025 dalla legge di Bilancio: "Per porre le basi e iniziare un processo di rafforzamento del Ssn con la gradualità purtroppo necessaria fino al raggiungimento degli standard degli altri Paesi europei, servono almeno 10 miliardi da investire immediatamente. Altrimenti sono a rischio le cure e l’assistenza dei cittadini.
Liste di attesa, difficoltà nell’accesso ai Pronto Soccorso e pochi servizi sul territorio restano in testa alle preoccupazioni dei cittadini. È quanto emerge dall’annuale Rapporto civico sulla salute, presentato a Roma da Cittadinanzattiva presso il Ministero della Salute. Il Documento evidenzia anche che il rapporto tra i cittadini e il medico di medicina generale è sempre più in sofferenza. "Avere la percezione di trovare chiusa la porta di accesso al Ssn - ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva - scolora gli altri problemi, pur rilevanti, e impedisce anche di cogliere le aree di miglioramento e innovazione o di assumere un atteggiamento fiducioso nelle riforme in corso”.
Il 66% degli italiani ritiene che i Paesi ad alto e medio reddito possano e debbano fare molto di più per contribuire ad aiutare i Paesi a basso reddito ad affrontare efficacemente i problemi sanitari. Questo è uno dei dati emersi dalla dell’indagine “Africa e salute: l’opinione degli italiani” realizzata da Ipsos per Amref Italia per indagare la percezione degli italiani rispetto alla salute globale in concomitanza del G7 della salute svoltosi ad Ancona.
Per il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, la Legge di Bilancio tradisce le legittime aspettative di professionisti sanitari e cittadini, oggi alle prese con un Ssn in grande affanno nel rispondere ai bisogni di salute della popolazione. Le risorse si disperdono in troppi rivoli, senza una chiara visione di rilancio del Ssn, con un numero eccessivo di misure rispetto alle risorse assegnate. Per il 2025 solo 1,3 miliardi in più e dopo il 2026 solo briciole per il fondo sanitario. Regioni al bivio: tagliare i servizi o aumentare le tasse.
La mancanza di una programmazione di tutte le vaccinazioni dell’adulto resta un grave problema di sanità pubblica. A sottolineare ciò Tommasa Maio, responsabile nazionale Area vaccini Fimmg: "Serve una programmazione di tutte le vaccinazioni degli adulti per raggiungere le coperture indicate dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale". Fimmg propone di organizzare il sistema in due momenti chiave: la tradizionale campagna vaccinale autunnale e una campagna da svolgersi a fine primavera, centrata sul recupero delle altre vaccinazioni.