La goccia che ha fatto traboccare il vaso è 'l'eterna proroga' dell’entrata in vigore delle nuove tariffe per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e protesiche. Infatti è questo l'oggetto della missiva inviata dal Coordinatore della Commissione Salute delle Regioni al Mef e al Ministero della Salute, ma la materia del contendere è molto più ampia e riguarda lo strutturale sottofinanziamento del Ssn.
Oltre alla proposta lanciata da Aiom di aumentare il costo delle sigarette per reperire risorse da investire nel Servizio sanitario nazionale, la Federazione Cimo-Fesmed suggerisce una tassazione sugli extraprofitti, di aumentare dell’1% l’attuale tassazione sui giochi, di emettere, sulla scia dei Btp Green, nuovi titoli di Stato dedicati al comparto, così da ricavare "finanziamenti extra per la sanità pari a 11,3 miliardi". "I nostri sono solo esempi - ha dichiarato Guido Quici, presidente del sindacato - per evidenziare come, volendo cercarle, le risorse da destinare alla sanità possono essere trovate".
Mentre si prospettano ulteriori tagli alle tariffe delle prestazioni di genetica, dal 27° Congresso Nazionale della Società Italiana di Genetica Umana gli specialisti denunciano di essere stati esclusi dal tavolo ministeriale per definire le modifiche da apportare al nuovo nomenclatore tariffario nonostante la loro richiesta di due anni fa di poter dare un contributo alla definizione di un tariffario specifico per la genetica medica.
A denunciare la drammatica situazione in cui versa il nosocomio è il sindacato medico Fismu-Fvm: "I fatti sono noti a tutti: nei reparti mancano 63 medici e non ci sono risorse per assumerne a sufficienza. Le nuove notizie sul bilancio peggiorano la situazione e confermano lo stato di grave crisi".
“I dati di monitoraggio della spesa farmaceutica gennaio-febbraio 2024 sono preliminari e difficilmente predittivi della spesa che verrà poi consolidata a fine 2024”. Così ha risposto il direttore Tecnico-Scientifico dell’Agenzia Italiana del Farmaco Pierluigi Russo alla missiva di Raffaele Donini, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, in cui manifestava forte preoccupazione per le proiezioni dell'Agenzia soprattutto in relazione alla proposta del Governo di voler ridimensionare la distribuzione diretta dei farmaci.