Il Rapporto Osmed 2024 dell’Aifa evidenzia che gli italiani assumono oltre 1.100 dosi di farmaci al giorno ogni mille abitanti riflettendo la crescente cronicità e fragilità della popolazione. Tra i principi attivi più prescritti figurano farmaci cardiovascolari (antipertensivi, statine, anticoagulanti), psicotropi per disturbi dell’umore (antidepressivi e stabilizzatori dell’umore) e farmaci per l’osteoporosi (bifosfonati e vitamina D), con ampio ricorso anche a ansiolitici e analgesici. Lo studio sottolinea il ruolo centrale dei medici di medicina generale nella gestione appropriata delle terapie, nella prevenzione e nella sostenibilità del Ssn.
Medici anziani, infermieri troppo pochi e retribuzioni tra le meno competitive in Europa. Il nuovo rapporto internazionale Health at a Glance 2025, pubblicato a novembre, evidenzia un paradosso: l’Italia continua a garantire buoni risultati di salute, ma con risorse sotto la media e un personale sanitario sempre più anziano, sottodimensionato e mal retribuito. Senza interventi strutturali, la sostenibilità del Ssn è messa a dura prova.
Dal Forum “Sanità Futura”, promosso da Health Ecole, emergono proposte per superare la frammentazione del sistema e rafforzare integrazione, innovazione e sostenibilità. Procurement, connected care, ricerca e sanità integrativa: ambiti d’eccellenza che rischiano di non dialogare.
Secondo i dati del Rapporto Bes 2024, nel nostro Paese cresce la speranza di vita, ma calano gli anni in buona salute. Italia sempre più anziana e fragile, con cronicità in aumento e un Ssn in difficoltà crescente. Aumentano rinunce alle cure e carichi assistenziali per i Mmg di cui si avverte la carenza. La Medicina generale regge a fatica un sistema che invecchia e si impoverisce.
Le patologie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Italia, con forti disuguaglianze territoriali e carenze nella presa in carico. L’Osservatorio Salutequità sollecita un piano nazionale dedicato, mentre l’Europa si prepara a varare una strategia integrata. L’Italia è chiamata a colmare il divario, rafforzando prevenzione, diagnosi precoce e accesso equo alle cure, anche per le persone con cardiomiopatie.