EvdL'Istat, in audizione sul Ddl di bilancio 2026-2028, segnala un Servizio sanitario nazionale in crescente difficoltà: liste d’attesa in aumento, 5,8 milioni di cittadini che rinunciano a visite e diagnostica e un progressivo invecchiamento della forza lavoro. Criticità particolarmente acute tra i medici di medicina generale, oggi meno presenti sul territorio, sovraccarichi e con un’età media in costante crescita.

EvdNell’audizione sulla Manovra 2026-2028, la Corte dei Conti ha riconosciuto l’aumento di risorse per la sanità previsto dal Governo, ma ha avvertito che non sarà sufficiente a fronteggiare le criticità ormai strutturali del sistema. Un campanello d’allarme che si affianca a quello di altri osservatori, come la Fondazione Gimbe, secondo cui il rischio è un “definanziamento mascherato del Ssn”.

Nel primo report 2025 (gennaio-maggio), Aifa segnala uno scostamento di oltre 1,5 miliardi nella spesa farmaceutica complessiva. A pesare è la spesa per acquisti diretti, che supera l’11% del Fsn, mentre la spesa convenzionata resta sotto controllo. Il disavanzo riguarda soprattutto farmaci non innovativi e si concentra in Sardegna, Campania e Marche.

Servizi disomogenei, carenze di personale e forti squilibri territoriali. È la fotografia dei Servizio per le Dipendenze (SerD) in Italia secondo la Fondazione Gimbe, presentata al XIV Congresso Nazionale Federserd. Un operatore segue in media 24 pazienti, ma in Umbria il carico sale a 37. Il 10% degli accessi in pronto soccorso riguarda minorenni e il 69% dei ricoveri si concentra al Nord. Servono investimenti strutturali e una riorganizzazione nazionale.

Il Patto per un nuovo welfare rilancia il dibattito sull’assistenza agli anziani, con la riforma della non autosufficienza al centro. Tra decreti complessi e risorse limitate, i medici di medicina generale restano il punto di riferimento essenziale per garantire prossimità, continuità e supporto concreto ai pazienti fragili.