Distribuzione efficace e puntuale dei vaccini e incremento delle somministrazioni giornaliere: sono questi i due pilastri del Piano Vaccinale del Commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo che lancia un monito: "Nessuna dose dovrà essere sprecata". L’obiettivo è di raggiungere a regime il numero di 500 mila somministrazioni al giorno su base nazionale, vaccinando almeno l’80% della popolazione entro il mese di settembre. Ma questo intento è già stato messo in difficoltà dal ritiro precauzionale del vaccino AstraZeneca con cui avremmo dovuto vaccinare 5 milioni di italiani, considerando il richiamo.

La richiesta viene dal recente webinar: “Le malattie neurologiche al tempo del Covid: Focus su Alzheimer, Demenza, Parkinson e Sclerosi Multipla” organizzato da Mondo Sanità in collaborazione con Motore Sanità, che ha visto la partecipazione di esperti del settore e delle istituzioni in cui è stata ribadita l’importanza di instaurare un rapporto saldo fra le istituzioni e gli specialisti coinvolti nella gestione dei pazienti.

Per capire che la long-term care non abbia retto dinanzi alla pandemia, basta guardare all’offerta di servizi di assistenza domiciliare (ADI) e residenzialità assistita (RSA), che nel 2019 è rimasta pressoché immutata rispetto all’anno precedente. Nel frattempo è aumentata l’assistenza informale, cioè ad opera di caregiver non professionali, che in Italia è svolta per circa il 70% dagli immigrati. A rivelarlo è l’indagine di Italia Longeva “Anno 2020: stress-test della long-term care”.

Con la pubblicazione all'interno del sistema nazionale di linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità, diventa testo di riferimento il documento prodotto dalla Società Italiana degli Anestesisti (SIAARTI) e dei Medici Legali (SIMLA) in merito alla priorità di cure in terapia intensiva nei casi in cui l'offerta del sistema sanitario non soddisfi la domanda. La finalità del documento è stata anche quella di garantire la trasparenza delle scelte e la chiara esplicitazione dei criteri decisionali, salvaguardando così il rapporto di fiducia tra cittadini, sanitari e Ssn durante l’emergenza.

A dirlo è Andrea Crisanti, Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica all’Università degli Studi di Padova, intervenendo nella giornata inaugurale del Festival del Futuro di Verona. Secondo il microbiologo l’Oms “è diventata un’organizzazione gigantesca, estremamente burocratica” ed è “influenzata in modo sproporzionato da donatori esterni che hanno un’agenda politica, come gli Stati, le case farmaceutiche e i donatori privati.