Mentre Fimmg dice no allo sciopero e sceglie il confronto serrato con la Regione Veneto, Smi e Snami annunciano che dal 16 febbraio, interromperanno l’attività informatica per tre giorni a settimana – dal lunedì al mercoledì – fino a fine marzo. "Siamo oberati dal lavoro, sommersi dalla burocrazia, mentre veniamo presi a pesci in faccia da pazienti e istituzioni" denuncia Liliana Lora, segretaria regionale dello Smi.

La posizione della Fimmg
 In una nota stampa Fimmg Veneto esplicita la propria contrarietà allo sciopero indetto da Smi e Snami e sceglie la strada del confronto serrato con la Regione del Veneto, certa che sia il solo modo per non danneggiare la popolazione in un momento storico di grave sofferenza per tutti.
"La Fimmg  - precisa la nota - ha firmato recentemente l'Accordo Collettivo Nazionale 2016 - 2018 che pone le basi per una vera riorganizzazione dell'Assistenza Primaria e lancia la sfida alla Regione Veneto per far sì che evolva e attualizzi il ruolo fondamentale del Medico di Medicina Generale nel garantire la presa in carico dei bisogni sociosanitari dei cittadini. Fimmg Veneto prende atto delle decisioni dei sindacati Snami e Smi, ma considera la minaccia di sciopero e lo stesso sciopero armi sbagliate che in questo momento emergenziale creerebbero gravi e ulteriori disagi in particolare alla popolazione".
"Siamo perfettamente consapevoli - continua il comunicato - delle criticità della Medicina Generale che abbiamo sempre denunciato. È assolutamente vero che la Medicina Generale è allo stremo e che la Regione Veneto, a fronte di una situazione epidemiologica che necessita di procedure di tracciamento snelle ed efficaci, ha dimostrato tutte le sue carenze organizzative; la crisi dei Servizi Igiene e Sanità Pubblica (SISP) si è ripercossa sui cittadini, disorientati e senza un sufficiente sostegno del servizio pubblico. Le reiterate ordinanze del Presidente Zaia hanno investito i Medici di Medicina Generale, coinvolti e forzosamente sollecitati a svolgere funzioni e competenze che dovrebbero essere esclusive dei SISP".
"In questo momento, caratterizzato da un enorme aumento del numero di soggetti contagiati e dei loro contatti, i Mmg stanno profondendo uno sforzo non comune per far fronte a tutte le richieste che vengono dai loro pazienti e anche a quelle che vengono loro attribuite in modo inappropriato: non può essere il medico di famiglia il rimedio a tutte le inefficienze del servizio sanitario. Nonostante la Regione non difenda la Medicina Generale, i medici di famiglia continuano a difendere il Servizio sanitario pubblico nel rapporto con i suoi cittadini! Se i Medici di Medicina Generale non riescono a far fronte alle telefonate dei loro pazienti è perché la situazione epidemica ha messo in evidenza come tutta l'Assistenza Primaria, e con essa la Medicina Generale, sia stata sacrificata, privandola dei finanziamenti necessari per una riorganizzazione che potesse offrire alla popolazione livelli di assistenza e cura di livello europeo".
"Il ruolo della Medicina Generale - ammette la Fimmg -  è stato ulteriormente compromesso dal carico burocratico e procedurale che ostacola pesantemente le cure alle persone; il contesto attuale ha ridotto di molto le potenzialità della Medicina Generale e rischia di esporre le persone più fragili a veder compromesse la loro qualità e quantità di vita. Per queste ragioni chiediamo l'avvio immediato del dialogo tra la Regione Veneto e la Medicina Generale".

La protesta di Smi e Snami
Smi e Snami annunciano che dal 16 febbraio, interromperanno l’attività informatica per tre giorni a settimana – dal lunedì al mercoledì – fino a fine marzo. Promettendo di alzare l’asticella, se questa prima protesta non dovesse bastare, procedendo allora con uno sciopero vero e proprio.
"Per il momento ci limiteremo a non inserire nei sistemi informatici ricette, terapie, diagnosi; non scaricheremo i fascicoli sanitari elettronici dei pazienti. L’unico disservizio per i cittadini consisterà nel fatto che dovranno recarsi personalmente negli ambulatori, per ritirare le impegnative. Ma i veri problemi saranno per i Cup" -  spiega Salvatore Cauchi, segretario regionale dello Snami. I motivi dello sciopero? La mole e, soprattutto, una tipologia di lavoro che è ormai insostenibile. "Siamo oberati dal lavoro, sommersi dalla burocrazia, mentre veniamo presi a pesci in faccia da pazienti e istituzioni" denuncia Liliana Lora, segretaria regionale dello Smi.
Smi e Snami chiedono investimenti sulla sanità, nuove assunzioni, più tutele e, soprattutto, una maggiore considerazione.
Recentemente la segretaria di Smi Veneto, in una dichiarazione rilasciata all'Ansa ha chiosato: "Le dichiarazioni di Luciano Flor, direttore generale della Sanita' della Regione Veneto che richiama i Mmg alle proprie responsabilità in un momento emergenziale come quello pandemico, demonizzano, ingiustamente, la categoria dei medici di medicina generale. La nostra disponibilità nel contrasto alla pandemia non è stata mai in discussione ed è stata piena e completa. Mai abbiamo fatto ricorso contro l'esecuzione volontaria dei tamponi che, tra l'altro, sono regolati d'accordo sindacale nazionale, così come abbiamo assicurato tutto il nostro sostegno alla campagna vaccinale. Notevoli problemi, invece, abbiamo riscontrato al livello regionale nelle procedure organizzative dell'effettuazione dei tamponi. Vorremmo ricordare a tutti che gli studi medici di medicina generale non sono 'tamponifici' o centri vaccinali, curano anche tutte le altre patologie che attualmente non trovano risposte nelle sedi ospedaliere, oberate, purtroppo, dall'attivita' Covid. I medici di famiglia hanno pagato un grande tributo di vite in questa pandemia, siamo stati in prima linea spesso senza dpi e tutele, per queste ragioni non siamo piu' disponibili a pagare le inefficienze del servizio sanitario regionale; ne' tanto meno siamo disposti a diventare vittime sacrificali di politiche sanitarie inefficaci. I medici chiedono di essere ascoltati per poter svolgere al meglio il loro ruolo per la salute dei cittadini".
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