Ampia adesione allo sciopero nazionale indetto dallo Snami. Ambulatori chiusi e cortei in numerose città. A Milano forte partecipazione, anche da parte di non iscritti al sindacato. Al centro della protesta, la richiesta di superare l’attuale impianto normativo che regola la Medicina generale, ritenuto responsabile di averne limitato l’autonomia, aumentato la burocrazia e ridotto l’attrattività della professione. Tra le richieste: maggiore libertà decisionale, riforma della formazione accademica, semplificazione amministrativa e tutela dei diritti legati alla genitorialità.
“Nella Legge di Bilancio i medici convenzionati non hanno voce”. È la denuncia dello Smi, Sindacato dei medici italiani, intervenuto in audizione al Senato nell’ambito dell’esame della Legge di Bilancio 2026–2028. A lanciare l’allarme è Pina Onotri, segretario generale Smi e segretario nazionale Confsal, che parla di “gravi omissioni sulla medicina territoriale e sulla tutela dei professionisti che garantiscono l’assistenza ai cittadini tutti i giorni”.
Il calo di oltre 7.000 Mmg in dieci anni non è solo un dato statistico: rappresenta una vera e propria emergenza strutturale per l’assistenza primaria. Dal 2013 al 2023, i medici di medicina generale sono passati da 45.203 a 37.983, con una riduzione che ha raggiunto quasi il 20% del totale. La situazione è destinata a peggiorare: entro il 2027 si stimano oltre 7.300 medici in uscita tra pensionamenti e abbandoni della professione.
È stato pubblicato sul Burc il bando della graduatoria che apre la strada a centinaia di nuovi incarichi nella Mg in Campania entro fine novembre. La Fimmg esulta per il “potenziamento della medicina territoriale” grazie al nuovo Accordo integrativo regionale (Air). Ma non tutti i sindacati sono così entusiasti: Smi boccia il testo per mancanza di fondi e aumento dei carichi burocratici, Snami firma solo “tecnicamente”, segnalando elementi penalizzanti per la categoria. Al centro del confronto: equità, sostenibilità economica, aree disagiate e nuovi modelli organizzativi.
La manovra di Bilancio 2026 ignora la medicina convenzionata, proprio mentre la riforma territoriale richiede un rilancio strutturale della Medicina generale. Carlo Curatola, membro dell’esecutivo nazionale Fimmg, avverte: "Senza investimenti e defiscalizzazione, è difficile pensare che la figura del medico di famiglia torni centrale nel Ssn". Tra crisi di vocazioni e programmazione disallineata, il rischio è perdere ulteriormente attrattività e continuità assistenziale.
Grazie al progetto “Potenziamento della capacità diagnostica in medicina generale” promosso da Asst e Regione Lombardia, da novembre, 49 Mmg dell’Asst Papa Giovanni XXIII a Bergamo potranno usare l’ecografo “point-of-care” nei loro ambulatori. L’idea è avvicinare la diagnostica al cittadino. Ma c'è chi solleva questioni tecniche, normative e deontologiche che già dividono il mondo della Medicina generale.
Il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, lancia l’allarme: i giovani medici si allontanano da un modello professionale considerato obsoleto. "Serve un contratto unico, flessibile e orientato al futuro - precisa - per intercettare le aspettative delle nuove generazioni e rendere la professione di nuovo attrattiva. È nostro compito non ignorare ma orientare e dare risposte a questa nuova esigenza il prima possibile con contratti che guardino al futuro, non al passato del mondo del lavoro".