La revisione Aifa sugli Inibitori di pompa protonica è il risultato di un lavoro congiunto che ha coinvolto medicina generale, Fnomceo e società scientifiche. Un percorso condiviso che ha posto al centro appropriatezza, sicurezza clinica e il ruolo del medico nella valutazione individuale del paziente.
Al via la sperimentazione regionale che porta la diagnostica di primo livello direttamente dai medici di famiglia. Mentre 475 professionisti aderiscono al progetto per alleggerire le liste d’attesa, Fimmg sollecita il Governo: "Milioni di euro ancora fermi, serve una strategia nazionale per la cronicità".
Dopo l’indagine su alcune certificazioni per l’accompagnamento ai Cpr, la Fnomceo difende i medici coinvolti e ribadisce i confini dell’atto medico. La sicurezza è compito delle Forze dell’Ordine - ribadisce il presidente della Fnomceo Filippo Anelli - ai medici spetta la cura”. La Società italiana di medicina delle migrazioni rafforza la linea: “La valutazione clinica non è un atto di polizia”. Un dibattito che riporta alla memoria il nodo irrisolto tra deontologia, diritto alla salute e politiche migratorie.
Una metanalisi pubblicata su Lancet Primary Care svela il paradosso delle cure primarie: garantiscono il 90% dell'assistenza, ma producono solo il 5,5% della ricerca globale. In Italia il deficit è strutturale: un sistema basato sul territorio che non riconosce ancora la dignità accademica della Medicina di famiglia.
Fimmg, Fimp e Sumai bocciano il documento della Conferenza delle Regioni sull'attrattività del sistema sanitario. La denuncia dei sindacati è netta: mancano proposte concrete per la medicina territoriale, pilastro del servizio pubblico ormai al collasso tra fughe e pensionamenti. I rappresentanti di categoria ribadiscono che: "Il Ssn non si salva solo con una parte del personale, ma con tutti gli attori coinvolti".
Alla 158ª sessione del Comitato esecutivo dell’Oms, l’Organizzazione mondiale dei medici di famiglia rilancia il valore della categoria: l'accesso a cure primarie di qualità garantisce tassi di sopravvivenza più alti, motivo per cui rafforzare la Medicina di famiglia non è una scelta opzionale, ma una condizione strutturale per la sostenibilità dei sistemi sanitari. L’appello agli Stati membri: "Ma senza una formazione post-laurea standardizzata, il sistema non regge".
La Conferenza delle Regioni, Anaao Assomed e Cimo-Fesmed firmano il “Protocollo Sanità”, documento programmatico per contrastare le dimissioni di massa e rilanciare il lavoro nel Ssn. Il piano punta su retribuzioni, flessibilità e carriere, insieme alla semplificazione dei profili professionali e a una rete sanitaria integrata ospedale-territorio, sostenuta da governance efficace e risorse adeguate.