Il Movimento medici di medicina generale per la Dirigenza è intervenuto sulla recente dichiarazione del segretario generale Fimmg, pubblicata sulla nostra rivista, in cui propone maggiore autonomia e flessibilità nella convenzione, per sottolineare che l’autonomia e la flessibilità non bastano a rendere attrattiva la professione per i giovani. Servirebbee una pluralità di forme contrattuali che comprenda anche la possibilità di poter scegliere di essere dipendenti dal Ssn.
Un’intesa siglata a Modena ha riportato al centro il tema della premialità ai medici di famiglia legata alle prescrizioni. I premi sarebbero connessi all’appropriatezza e non alla riduzione delle prestazioni, come ha tenuto a ribadire l’Ausl di Modena dopo le critiche. La Fimmg locale difende la scelta, sottolineando l’obiettivo di distinguere le prescrizioni indotte e valorizzare la qualità delle cure. Restano però voci contrarie che segnalano il rischio etico e invitano a percorsi condivisi e multidisciplinari per salvaguardare la fiducia tra medici e pazienti.
I due sindacati che hanno firmato di recente l’Accordo collettivo nazionale 2022-2024, lo giudicano insoddisfacente precisando che il rinnovo recepisce solo gli aumenti economici previsti per legge e non affronta i nodi strutturali della Medicina generale. Restano irrisolti i temi del ruolo unico, della burocrazia e delle tutele professionali, mentre le risorse e gli incrementi retributivi sono considerati insufficienti rispetto all’inflazione.
La ricerca Datanalysis 2025 di MioDottore rivela che i medici di medicina generale nutrono grande fiducia nell’Ia, considerata una leva chiave per migliorare cure e organizzazione. A rallentare la trasformazione sono però la complessità degli strumenti e il gap formativo che limitano l’adozione delle soluzioni più avanzate.
Nel giorno della firma dell’Accordo collettivo nazionale, a Napoli circa cento medici delle cure primarie hanno manifestato davanti alla sede della Regione contro l’Accordo integrativo regionale. Contestati i turni h24, l’obbligo di presenza nelle Case di Comunità e la perdita di autonomia professionale. La mobilitazione si è svolta nello stesso giorno dello sciopero dei medici convenzionati indetto dallo Snami, ma ha coinvolto professionisti di diverse sigle e indipendenti.
Firmata la preintesa 2022-2024 per i medici di medicina generale, continuità assistenziale e 118. In campo circa 300 milioni di euro annui e un incremento economico vicino al 6%, con risorse destinate a quote capitarie e fondo per gli obiettivi delle Aft. Ma, oltre a recuperare il tempo perduto, dalle rappresentanze sindacali arrivano richieste chiare: compensare l’inflazione, sostenere gli studi e riaprire subito il tavolo per il 2025-2027 con una riforma organizzativa e normativa della sanità territoriale.
Il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, lancia l’allarme: la medicina territoriale è al collasso. Secondo i dati Istat, negli ultimi dieci anni i medici di famiglia sono diminuiti del 20% e l’età media ha superato i 55 anni. Senza investimenti mirati nella Legge di Bilancio, la Medicina generale rischia di implodere, compromettendo l’intero impianto pubblico e universalistico del Servizio sanitario nazionale.