Al forum “La Sanità che Vorrei”, il presidente Simg Alessandro Rossi traccia la rotta per le cure primarie: diagnostica di primo livello, valutazione multidimensionale e superamento dei modelli a silos per garantire la sostenibilità del Ssn e l’equità di accesso alle terapie innovative. L'obiettivo è trasformare il medico di famiglia in un manager della cronicità, capace di coordinare interventi domiciliari e specialistici senza cadere nella frammentazione dei percorsi di cura.

In vista dell'attivazione delle CdC il segretario regionale della Fimmg Roberto Venesia, contesta l'attivazione delle strutture senza un accordo quadro: "Non possono essere sostitutive del sistema attuale. Senza regole su orari, ruoli e compensi, il Pnrr partorirà un topolino". Il timore dei medici di famiglia è che, in assenza di un'intesa chiara, ogni Asl proceda in autonomia, creando un "patchwork" organizzativo insostenibile per i professionisti.

Al Senato, in occasione del World obesity day, la Società italiana di medicina generale ha sostenuto il "Manifesto di Erice" promosso dalla Società italiana dell’obesità: una roadmap per riconoscere la patologia come malattia cronica e garantirne l'inserimento nei Lea. Per la Simg, questo cambio di paradigma affida al medico di medicina generale un ruolo centrale nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella presa in carico territoriale continuativa.

Una settimana di paralisi digitale e ricettari rossi "razionati" scatenano l'ira dei medici di medicina generale milanesi. Il presidente dello Snami Milano Roberto Carlo Rossi ha indirizzato una dura lettera all'Assessore Guido Bertolaso e ai vertici della sanità regionale denunciando le pesanti ripercussioni sull’attività dei Mmg e sull’accesso dei cittadini ai servizi sanitari. Per il sindacato, le esigenze operative e il diritto alla salute sono stati sacrificati a favore di obiettivi puramente amministrativi e burocratici.

EvdEntro cinque anni sei medici su dieci saranno donne: tra gli under 70 le colleghe sono già il 55%. La Federazione nazionale degli ordini dei medici e la Cao nazionale sollecitano nuovi modelli organizzativi per conciliare carriera e famiglia. Per i Mmg, flessibilità e sicurezza sono pilastri essenziali per governare la femminilizzazione del Ssn e garantire la tenuta del territorio.

EvdLa proposta di legge a prima firma del deputato Stefano Benigni (Forza Italia), approda in Commissione alla Camera per riformare lo stato giuridico dei Mmg con un modello a 38 ore e compenso misto. Netta bocciatura dei sindacati: lo Smi denuncia un "ibrido senza tutele", la Fmt vede un aggravamento dei problemi della Mg, per Snami il testo riassume "il peggio dei contratti di convenzione e dipendenza". Le sigle avvertono: il Ddl rischia di aggravare la crisi della Medicina generale e favorire la fuga dei medici dal Ssn.

Il segretario regionale dello Smi Campania, Giovanni Senese, denuncia il rischio di conflitti di interesse nell’applicazione del nuovo Acn, con richieste di affitti impropri per l’utilizzo delle sedi di attività. "In alcune Aft vengono richiesti fino a 20mila euro l’anno per l’uso delle sedi. Senza trasparenza i medici fuggiranno dal sistema", avverte.