A ribadirlo è la sentenza della Corte Costituzionale che ha di fatto bocciato molti degli articoli della legge 86/2024 sull’autonomia differenziata. "La sentenza - ha affermato Pierino Di Silverio segretario nazionale Anaao Assomed - conferma i nostri dubbi e inoltre ribadisce che il punto cruciale sono i Leps, difficili da realizzare se rimane quella invarianza di risorse prevista dalla stessa legge, specialmente nel sistema sanitario che ha visto fallire il primo vero esperimento di federalismo, cioè la regionalizzazione delle cure".

L'iniziativa realizzata da The European House – Ambrosetti: ‘Verso un nuovo paradigma per la gestione della spesa per le patologie croniche ha focalizzato l'attenzione sulla spesa relativa al paziente con patologia cardio-nefro-metabolica. Il progetto ha visto la realizzazione di 6 tavole rotonde multidisciplinari regionali, i cui risultati sono stati raccolti all’interno di un paper che è stato presentato di recente a Roma, in occasione dell’evento “Ripensare le cronicità – L’impatto dell’innovazione per un Ssn sostenibile”.

Per Cittadinanzattiva e l'associazione caregiver familiari: Carer è un bene che si stia arrivando alla fine del percorso per una legge nazionale che ne definisca il profilo e i suoi diritti, ma a preoccupare è il restringimento dei beneficiari, per mancanza di risorse, al solo caregiver familiare 'convivente e prevalente' . Il riconoscimento del caregiver, anche non convivente o che abbia rapporti amicali con la persona assistita è, infatti, uno dei quattro punti contenuti nel Manifesto-Appello che Cittadinanzattiva e Carer hanno presentato ad ottobre presso la Camera dei Deputati.

La 25esima edizione dell'Osservatorio sulle Aziende e sul Sistema sanitario italiano, pubblicato dal Cergas di Sda Bocconi, fotografa una situazione drammatica di un servizio sanitario universalistico che non può riuscire a soddisfare i bisogni di salute, tra attese e risorse in campo. Per portare la sanità pubblica italiana ai livelli dei grandi Paesi europei servirebbero almeno 40 miliardi. Il Rapporto indica quattro direttrici per rendere sostenibile l'universalismo del Ssn: governare le aspettative esplicitando i limiti del servizio sanitario ridefinendo le priorità per le prestazioni esigibili; ottimizzare la rete ospedaliera; aumentare le risorse; rivoluzionare la geografia e i formati dei servizi.