"Errori di programmazione, definanziamento, blocco delle assunzioni hanno determinato una forte contrazione degli investimenti per il personale sanitario dipendente e convenzionato, alimentando demotivazione e disaffezione dei professionisti verso il Ssn. Senza un adeguato rilancio delle politiche per il personale sanitario, l’offerta dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali sarà sempre più inadeguata, rendendo impossibile garantire il diritto alla tutela della salute". Questo quanto ha sottolineato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, in un passaggio del suo intervento presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’'Indagine conoscitiva in materia di riordino delle professioni sanitarie'.
La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie condivide con il Ministro Schillaci la necessità di un maggiore supporto alle cure primarie per far sopravvivere il Ssn. Secondo Alessandro Rossi, Presidente Simg: “I numeri dei medici di famiglia sono in continuo calo: è questo il principale problema, a prescindere dai luoghi in cui l’assistenza sia erogata. Ribadiamo pertanto la nostra richiesta di potenziare il personale e le risorse per il territorio”.
Il 30 dicembre il Tar del Lazio ha sospeso il decreto con cui venivano introdotti i nuovi tariffari per le prestazioni sanitarie, dopo l'aggiornamento dei Lea, facendo seguito al ricorso di molti soggetti della sanità privata che ritenevano insufficienti i rimborsi statali per i laboratori e le cliniche convenzionate. Passate ventiquattro ore il Tribunale Amministrativo ha fatto dietro front dopo l'istanza di revoca dell'ordinanza sospensiva, presentata dal ministero della Salute, attraverso l'Avvocatura dello Stato, rimandando la decisione al 28 gennaio. Tutto ciò ha creato disagi a medici e cittadini. 
Diritti sospesi per chi soffre di una patologia cronica e rara e per i familiari. Secondo quanto emerge dal XXII Rapporto sulle politiche della cronicità, presentato nei giorni scorsi a Roma da Cittadinanzattiva, persistono criticità a 360 gradi, a partire dalla diagnosi che in più di un caso su quattro si riceve dopo oltre i 10 anni.