EvdQuesta è la domanda che è stata al centro dell’evento “Sostenibili e Generativi”, organizzato da Sapienza Università di Roma e Rome Technopole, in cui oltre 40 esperti tra medici, ricercatori, ingegneri, avvocati, psicologi, divulgatori e imprese, hanno lavorato insieme su tre tavoli paralleli per dare risposte concrete a un sistema sanitario al collasso che vede nella medicina digitale una soluzione efficace.

EvdIl presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nella recente audizione alla Camera dei Deputati, ha sottolineato che il persistere del sotto-finanziamento pubblico del comparto sanità avrà tre conseguenze fondamentali sul Servizio sanitario nazionale: l’ulteriore demotivazione del personale sanitario, la difficoltà sempre crescente nel garantire le innovazioni farmacologiche e tecnologiche e infine, l’addio all’universalismo con l’involuzione del servizio sanitario in una sanità a doppio binario.

“Il tema del finanziamento del Ssn è cruciale, ma allontana l’apertura di una riflessione più ampia e coraggiosa sulla centralità delle riforme di cui il Servizio sanitario nazionale ha bisogno”. Così  ha esordito il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore, presentando il 'Rapporto Fiaso sulla spesa sanitaria in Italia' che incrocia i dati di Ocse, Ragioneria Generale dello Stato e Corte dei Conti per prendere in esame l’evoluzione degli ultimi quindici anni, attraverso un confronto con la spesa degli altri Paesi europei.

A due mesi dal lancio sono già oltre 60.000 le firme della petizione per la difesa del diritto alla salute e alla sanità pubblica in Lombardia a cui hanno aderito anche molti Comuni che chiedono alla Giunta Regionale e ai Sindaci di "appoggiare ogni iniziativa di miglioramento del servizio sanitario regionale affinché garantisca il diritto alla salute tramite un accesso universalistico e non discriminatorio".

Il segretario Nazionale Anaao-Assomed, Pierino Di Silverio, non ci stà all'accusa lanciata dal presidente dell'Iss e risponde, precisando, che i medici sono già sottoposti a continue valutazioni e confondere il diritto alla professione con il diritto alla cura è un grave errore. Inoltre rammenta che le liste d'attesa sono figlie di molteplici fattori, in primis la carenza di personale.