"Il quadro che emerge dopo il maxi blitz dei Nas è preoccupante. Nonostante il Piano Nazionale di Governo delle liste di attesa e i fondi stanziati ad hoc per ridurle, quasi il 30% delle 3.884 agende esaminate non rispetta i tempi stabiliti dalla legge. Una situazione da aggredire con urgenza”. Questo quanto dichiarato da Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva che a maggio ha dato il via alla campagna 'Urgenza Sanità' e ha aderito alla mobilitazione nazionale del prossimo 7 ottobre.
Sulle Case della Comunità, sull'Emergenza-urgenza e sulle carenze di personale e dignità professionale la Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e la Federazione degli Ordini delle Professioni infermieristiche (FNOPI) - che insieme rappresentano quasi un milione di professionisti in Italia - hanno avviato, per la prima volta, tre tavoli di lavoro congiunto per elaborare analisi e proposte condivise.
A pronunciare queste parole è stato Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Cimo-Fesmed commentando i dati del rapporto: "Personale delle Asl e degli Istituti di ricovero pubblici ed equiparati", pubblicato di recente dal Ministero della Salute. Secondo quanto si evince dal rapporto, tra il 2019 e il 2021 si registrano appena 175 medici e 8.339 infermieri in più mentre c'è un aumento significativo del personale amministrativo del Ssn.
La richiesta è partita dalla Regione Emilia Romagna con una proposta di legge da inviare al Parlamento. A fine agosto anche la Giunta regionale della Toscana ha fatto lo stesso. L'obiettivo è innalzare il finanziamento annuale del Ssn per riuscire a dare risposta alle nuove sfide e ai nuovi bisogni di cura e assistenza dei cittadini, per evitare il collasso finanziario della sanità italiana in particolar modo della sanità pubblica.
Non sono andate a buon fine le richieste del Ministro della Salute sulla necessità di nuovi risorse per il comparto. Le dichiarazioni del Ministro dell'Economia a Cernobbio sulla prossima Legge di Bilancio, all'insegna della prudenza, non fanno ben sperare. E a confermare che si continuerà a 'sottofinanziare' il Ssn c'è poi il Dpcm con la definizione degli obiettivi di spesa 2024-2026 per ciascun Ministero, pubblicato sulla G.U. del 18 agosto, il Ministero della Salute dovrebbe risparmiare 14,3 milioni nel triennio 2024-2026. "È evidente che il diritto alla tutela della salute non è più una priorità politica”. Ha commentato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.