Ad affermare ciò è stato Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe durante la presentazione del 6° Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale presso la Sala Capitolare del Senato. Il progressivo indebolimento del Ssn dura da oltre 15 anni, perpetrato da parte di tutti i Governi e oggi il sistema sanitario è al capolinea. Per Gimbe serve un patto politico e sociale per rilanciare la sanità pubblica.
Il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e il bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026 prevede per il 2024 uno stanziamento per la sanità aggiuntivo pari a 3 miliardi, una indennità per medici e altro personale sanitario impegnati nella riduzione dei tempi delle liste di attesa. Nella nota di presentazione della manovra si fa presente che i cittadini di Paesi non aderenti all’UE dovranno versare 2mila euro l'anno per iscriversi al Ssn.
Al recente festival delle Regioni, il ministro della Salute ha dichiarato: “Lo dico ai presidenti delle Regioni, visto che sono qui presenti: chiudiamola con i gettonisti, basta. È assurdo che nello stesso ospedale pubblico ci siano persone pagate tre volte di più rispetto agli altri colleghi. E chi va in un ospedale pubblico ha diritto a essere visitato da uno specialista".
Con la DGR n. XII/957 del 18.09.2023 la Giunta della Lombardia ha ridotto la validità della ricetta portandola da 1 anno a sei mesi. Protesta il segretario regionale della Lombardia e Presidente Umi Francesco Falsetti: "Siamo alle solite azioni per aumentare il lavoro burocratico dei medici e il disagio dei pazienti".
“Il rilancio del Ssn non rappresenta una priorità politica nell’allocazione delle risorse seppur limitate", dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe a latere della presentazione della Nadef. Per Cartabellotta si sta “inesorabilmente scivolando da un Ssn basato sulla tutela di un diritto costituzionale, a 21 sistemi sanitari regionali basati sulle regole del libero mercato, ignorando che lo stato di salute e benessere della popolazione condiziona la crescita del Pil".