Con una determina applicativa della legge di Bilancio 2026, l’Agenzia italiana del farmaco riattiva la riduzione del 5% sul prezzo al pubblico di numerosi medicinali rimborsati dal Ssn. Viene meno la possibilità per le aziende di sospendere il taglio attraverso il pay-back alle Regioni. Impatti indiretti anche sull’attività prescrittiva dei Mmg.

Secondo il Position statement, elaborato dalla Federazione nazionale dei medici e dalle principali realtà professionali e scientifiche italiane nel settore della cardiologia e della medicina interna, semplificare le prescrizioni dei farmaci innovativi per scompenso cardiaco, fibrillazione atriale e sindrome cardio‑nefro‑metabolica migliorerebbe l’accesso alle cure per circa un milione di pazienti, riducendo il peso burocratico sui medici e velocizzando l’avvio delle terapie.

La bozza del decreto, al vaglio del Consiglio dei Ministri, interviene sul settore sanitario: slittano al 2026 le scadenze per l’attuazione delle riforme del Pnrr sui Punti unici di accesso e sui Livelli essenziali di assistenza, mentre viene confermata fino alla stessa data l’estensione dello scudo penale per i medici. Prorogate anche misure transitorie per fronteggiare le criticità del Sistema sanitario nazionale.

Il presidio del 16 dicembre davanti al Pirellone, organizzato dalla rete civica La Lombardia SiCura, ha aperto una fase di mobilitazione contro la delibera regionale XII/4986, che estende l’accesso alle prestazioni pubbliche alla sanità integrativa, sollevando preoccupazioni per chi non dispone di polizze o strumenti di welfare. Tra liste d’attesa, equità e sostenibilità del sistema, il confronto regionale si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sulla riforma del Ssn.

EvdSecondo il rapporto “The State of Health in the Eu” dell'Ocse, il nostro Paese, pur guidando l’Ue per aspettativa di vita e gestione delle cronicità, affronta una significativa crisi della Medicina generale. Oltre metà dei Mmg supera il massimale di pazienti, cresce l’ipertensione non diagnosticata e le liste d’attesa frenano l’accesso alle cure, mentre l’elevato consumo di antibiotici peggiora la resistenza. Un quadro di eccellenza sanitaria minacciata da carenze strutturali.