Il Rapporto Salutequità 2025 mette al centro la programmazione sanitaria, considerata leva imprescindibile per garantire sostenibilità al Servizio sanitario nazionale e ridurre le disuguaglianze. Un nodo irrisolto: l’ultimo Piano sanitario nazionale risale al triennio 2006-2008, mentre il Ministero ha annunciato un nuovo documento per il periodo 2025-2027. Nel frattempo, il Paese deve fare i conti con difficoltà crescenti nell’accesso ai servizi e con una grave carenza di personale.
Il Rapporto Censis 2025 fotografa tre emergenze intrecciate. Un Servizio sanitario nazionale allo stremo, con medici e infermieri sotto pressione e oltre 22mila aggressioni in un anno. Un Paese che invecchia rapidamente: 14,6 milioni di over 65 e aspettativa di vita in crescita. Un welfare pubblico fragile, incapace di rassicurare i cittadini di fronte al rischio di non autosufficienza. La sanità resta il pilastro della coesione sociale, ma servono interventi urgenti su personale, sicurezza e assistenza.
L’Ia sta trasformando la sanità europea, ma il nuovo rapporto Oms Europa evidenzia forti disomogeneità. Solo l’8% degli Stati ha strategie specifiche, mentre formazione e regole legali restano carenti. Anche in Italia, nonostante l’approvazione di una legge nazionale, permangono criticità operative e dettagli da definire. Per i medici, la priorità resta chiarezza normativa e percorsi formativi solidi. L’Oms invita i Paesi a rafforzare governance e responsabilità, per un’adozione etica e sicura.
Il Rapporto Oasi 2025 del CeRGAS Sda Bocconi delinea un Servizio sanitario nazionale in profonda tensione strutturale, stretto tra crisi demografica, domanda crescente e risorse stagnanti. Le tre narrazioni tradizionali - più fondi, meno sprechi, abbattimento delle liste d’attesa - non bastano più. La partita decisiva si gioca sul territorio, dove la prossimità non coincide con la semplice capillarità degli ambulatori, ma con una presa in carico stabile, multicanale e a forte priorità digitale. Per i professionisti delle cure primarie si apre una stagione di scelte selettive, riorganizzazioni dolorose e necessità di priorità clinico-organizzative chiare.
Al 42° Congresso Nazionale Simg i medici di famiglia lanciano l’allarme: la Broncopneumopatia cronica ostruttiva riguarda oltre 3,5 milioni di italiani, ma la maggior parte dei casi non viene individuata in tempo. Necessari percorsi più semplici, strumenti diagnostici negli ambulatori e maggiore autonomia prescrittiva per terapie tempestive e personalizzate.