EvdNon è più soltanto la qualità delle prestazioni a preoccupare i cittadini, ma l’impossibilità di ottenerle in tempi adeguati. È uno dei dati che emergono con maggiore forza dal Rapporto civico sulla salute 2025 di Cittadinanzattiva, che fotografa una crisi profonda del Servizio sanitario nazionale: liste d’attesa interminabili e disuguaglianze territoriali spingono un numero crescente di persone a rinunciare alle cure. In questo contesto, il Mmg si conferma presidio insostituibile di prossimità, coordinamento e tutela, soprattutto per i pazienti più fragili.

La prima indagine del Forum nazionale della salute digitale mette in luce l'asimmetria tra aspettative e realtà: l’80% dei professionisti prevede l’ingresso stabile delle nuove tecnologie entro tre anni, ma restano carenze di formazione, infrastrutture e strumenti. I medici di famiglia mostrano maggiore resistenza e chiedono educazione e semplificazione, mentre gli specialisti sollecitano software affidabili e flussi chiari. Per tutti, l’intelligenza artificiale appare ancora astratta e lontana dalla pratica quotidiana.

Il presidente del Sindacato medici italiani (Smi), Ludovico Abbaticchio, denuncia le criticità del sistema sanitario e propone una riforma profonda. Tra le priorità: investimenti mirati, rimozione dei tetti di spesa per il personale, rafforzamento della medicina territoriale e un nuovo equilibrio tra pubblico e privato.

Le criticità emerse nei reparti critici dell’ospedale milanese, con inchiesta regionale e dimissioni ai vertici, riportano l’attenzione sui modelli sanitari che si reggono in modo prevalente sul privato accreditato. Cooperative, carenza di personale e qualità delle cure restano nodi irrisolti. L’Ordine dei Medici di Milano chiede lo stop alle deroghe sui titoli esteri e maggiore trasparenza, mentre sindacati e Fnomceo invocano controlli più rigorosi e il divieto di esternalizzare attività essenziali.

L’indagine civica di Cittadinanzattiva sull’aderenza terapeutica rivela che solo la metà dei pazienti segue con costanza le cure prescritte. Fragilità sociale, comorbidità e carenza di supporto familiare emergono come principali fattori di rischio. Il report propone un Piano d’azione basato su governance, strumenti digitali, rete multiprofessionale e relazioni di qualità, con indicazioni operative rivolte ai medici di medicina generale per rafforzare l’aderenza.