EvdSi è tenuto nei giorni scorsi presso il Parlamento europeo a Bruxelles il convegno dal titolo “Navigating the Future of Pharmaceutical Regulation & Competitiveness in Europe”. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra rappresentanti istituzionali e leader dell’industria farmaceutica, con l’obiettivo di delineare le strategie necessarie per rendere l’Unione europea un polo sempre più competitivo, resiliente e tecnologicamente avanzato.

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenendo a Varese, all’evento "Economia della Salute – Stati Generali", ha tracciato la rotta per il futuro del Ssn: stop ai modelli vecchi di cinquant'anni, gestione della cronicità sul territorio e digitalizzazione. "Inutile immettere risorse senza una riforma strutturale - ha dichiarato Fontana -  la sfida si vince con la prevenzione e la medicina di prossimità".

EvdUno studio pubblicato su Family Medicine and Community Health propone l’evoluzione delle Aft in reti cliniche responsabili. Il framework Ease-Cea, firmato da Claudio Cricelli, Walter Ricciardi e Vincenzo Atella, punta su autogoverno, diagnostica di primo livello e standard di qualità certificati per salvare la Medicina generale. Una base scientifica e operativa per superare la frammentazione del territorio. La sfida ora è politica: trasformare il modello in una cornice normativa stabile, capace di garantire ai medici l’autonomia necessaria per gestire la cronicità e sostenere il futuro del Ssn.

L'evoluzione tecnologica del Servizio sanitario nazionale corre il rischio di lasciare indietro chi ha più bisogno di cure. È quanto emerge da una vasta revisione sistematica condotta dall’Oms Europa in collaborazione con il Public health Wales, che ha passato in rassegna 154 studi pubblicati nell'ultimo decennio. Il dato è inequivocabile: la digitalizzazione, se non governata con criteri di equità, rischia di accentuare le disuguaglianze esistenti invece di colmarle.

EvdDal Festival euromediterraneo dell’Economia, il Ministro della Salute, rilancia la sfida del territorio: borse universitarie per gli aspiranti Mmg, meno burocrazia e lavoro in team nelle Case di comunità. Ma tra annunci e realtà il divario si amplia: senza finanziamenti adeguati e con riforme più vincolanti che attrattive, la medicina territoriale rischia di scivolare verso un servizio frammentato e on demand.