Nell’audizione al Senato sul provvedimento delega, l’Associazione lancia l’allarme: il testo ignora il cambio di ruolo dei Mmg e favorisce un modello ospedalo-centrico. Senza un nuovo Piano sanitario nazionale, la medicina di prossimità rischia di nascere senza una bussola strategica e di marginalizzare la prevenzione. Per i Mmg, il rischio è quello di un ritorno a un modello basato sui "luoghi fisici" di cura piuttosto che sui "percorsi".

L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha pubblicato gli indirizzi operativi sul lavoro multiprofessionale nelle CdC, aprendo contestualmente una consultazione pubblica sul documento. Il Mmg rimane il referente clinico e il titolare del rapporto fiduciario con l’assistito, responsabile del percorso diagnostico-terapeutico. Tuttavia, la sua azione si integra in una interdipendenza con gli altri professionisti. Nonostante la visione innovativa, i rappresentanti di categoria mantengono una posizione di forte vigilanza: il punto di attrito non è l'integrazione in sé, ma le condizioni reali per attuarla.

Intervenuti separatamente a Roma  al convegno Adnkronos, il ministro della Salute Orazio Schillaci e Nino Cartabellotta, presidente fondazione Gimbe,  convergono sull'urgenza di abbattere i tempi di accesso alle cure che rappresentano il principale collo di bottiglia del Ssn. Ma se per il ministero è una priorità di percezione sociale, per Gimbe è una questione di sopravvivenza del sistema.

Egualia avverte: la revisione delle liste di rimborsabilità Aifa rischia di generare effetti distorsivi, minando la sostenibilità del sistema senza garantire risparmi reali. Per il presidente di Egualia Riccardo Zagaria non è in discussione il principio della periodica verifica dell’appropriatezza, ma vanno valutati con attenzione l’area dell’intervento e gli effetti che ne deriveranno.

Il Report Agenas 2024 fotografa il boom delle visite a pagamento negli ospedali: Cardiologia e Ortopedia trainano la domanda. Se per la libera professione i tempi di attesa restano minimi, nel settore pubblico per un intervento chirurgico si può aspettare fino a quattro volte di più. L’Agenzia richiama le aziende a una vigilanza costante: l'attività privata è una risorsa, ma non può diventare la via di fuga da un sistema in affanno.