Nell’audizione alle Commissioni bilancio di Camera e Senato sul Dfp 2026, i magistrati contabili segnalano criticità strutturali per il Ssn: spesa in calo sul Pil e rete territoriale incompleta. Solo 66 Case di Comunità pienamente operative, con ricadute dirette sull’attività dei medici di medicina generale e sull’attuazione del Dm 77. Per la Corte dei Conti senza un intervento strutturale che superi la logica dell'emergenza, l'esaurimento dei fondi Pnrr lascerà il Servizio sanitario nazionale in una condizione di cronica debolezza.

L'ultimo rapporto dell'Aifa dei primi dieci mesi del 2025 offre uno spaccato dettagliato dell'andamento delle prescrizioni sul territorio e nelle strutture pubbliche, evidenziando una sostanziale stabilità nel volume delle ricette emesse dai Mmg, a fronte però di un aumento della spesa netta convenzionata. Mentre la farmaceutica territoriale resta entro i limiti programmati generando un avanzo, prosegue lo sforamento critico degli acquisti distribuiti direttamente dalle farmacie ospedaliere o dalle strutture sanitarie.

Il "caso Lombardia" sui continui blocchi del Siss e i continui malfunzionamenti dei sistemi regionali è sotto la lente dei professionisti. Il dottor Francesco Del Zotti, Mmg esperto di informatica medica, analizza il passaggio dal "Personal computer" alla rete: "Serve un feedback attivo dei medici per evitare progetti immaturi e rischiosi". 

Digitalizzazione, carenza di personale e il nuovo modello delle 5 P (medicina predittiva, preventiva, personalizzata, partecipatoria e psicosociale) sono stati al centro del dibattito inaugurale di Exposanità 2026. Se la tecnologia traccia la strada della sostenibilità, restano le sfide del finanziamento e delle competenze digitali.

Con la spesa sanitaria bloccata al 6,4% del Pil fino al 2029, il divario tra i costi reali dell’assistenza territoriale e le risorse disponibili si amplia in modo critico. L’analisi della Fondazione Gimbe sul Dfp 2026 segnala un buco di oltre 30 miliardi nel triennio 2027-2029: uno scarto che rischia di tradursi in ulteriori pressioni sui medici di medicina generale, riduzione dei servizi e possibili aumenti del prelievo fiscale regionale.