Secondo il Report della Fondazione Gimbe sulla mobilità sanitaria interregionale, un fiume di miliardi scorre verso le regioni del Nord: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto sono le Regioni più attrattive. Nel 2021 il 76,9% del saldo passivo grava infatti sul Centro-Sud. Delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali erogate in mobilità oltre 1 euro su 2 va nelle casse del privato. In tale contesto: “L’autonomia differenziata - sottolinea Gimbe - rappresenta uno schiaffo al meridione: il Sud sarà sempre più dipendente dalla sanità del Nord".
Per molti lo è, infatti l'accelerazione dell'approvazione del Ddl Calderoli, come ha dichiarato il presidente della FNOMCeO, preoccupa il mondo medico e sanitario. A rischio sarebbe l'universalità nella tutela del diritto alla salute. Per Smi non sarà più garantita l'esigibilità dei diritti e l'accesso alle prestazioni sociali e sanitarie in modo uniforme in tutto il Paese. Per la Fondazione Gimbe l'approvazione del Ddl legittimerà la frattura ormai strutturale tra i sistemi sanitari tra Nord e Sud, motivo per cui chiede che la tutela della salute debba essere espunta dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiori autonomie.
Sono più di 6mila le richieste di lavoro di professionisti della sanità, decisi a lasciare l’Italia, arrivate all’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi) nel 2023. Negli ultimi 5 anni l’Associazione aveva registrato un picco di richieste di circa il 30%. Si è poi arrivati al 40% tra maggio e settembre scorsi. "Siamo di fronte ad un vero e proprio vento di malcontento che soffia fortissimo sul nostro Paese", ha dichiarato Foad Aodi, leader, fondatore e Presidente di Amsi.
A pensarla così è un italiano su due. È quanto si evince dai dati dell'indagine demoscopica commissionata alla Swg da Nursind, il sindacato degli infermieri. Tra i cittadini inoltre cresce l’apprensione per le sorti del Servizio Sanitario Nazionale. Il 62% ha infatti appoggiato i recenti scioperi nazionali indetti dal personale sanitario.
"Areu ha pubblicato il primo avviso unificato che consentirà di assumere i medici liberi professionisti negli ospedali lombardi". Lo ha comunicato l'assessore regionale al welfare, Guido Bertolaso, in occasione dell'apertura del bando dell'Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza. "È il primo passaggio - ha sottolineato l'assessore - per riportare i medici all'interno del Servizio Sanitario Regionale.