Il divario tra Nord-Centro e Sud continua a essere significativo anche in termini di salute che le Regioni hanno fino ad oggi garantito ai propri cittadini. L’analisi contenuta nel 18esimo rapporto “Meridiano Sanità Regional Index” 2023 vede il Mezzogiorno performare peggio delle Regioni del Nord e del Centro in 26 parametri su 35. Le Province Autonome di Trento e Bolzano restano in testa per stato di salute della popolazione. Umbria ed Emilia-Romagna prime per capacità di risposta ai bisogni di salute.
Un duro commento quello del responsabile Nazionale dell'Area Dirigenza Smi Andrea Figà Talamanca dopo l'incendio all'ospedale di Tivoli che chiede al governo di mettere al centro delle proprie priorità l'efficientamento del Ssn e delle sue strutture. "Pur riconoscendo le buone intenzioni del Ministro Schillaci - chiosa Figà Talamanca - crediamo che il governo attuale, come i precedenti, non mostri di aver ancora compreso il livello di emergenza in cui sta rovinosamente precipitando il Ssn pubblico, sempre meno equo, solidale, universalistico".
Aumentano i pazienti in assistenza domiciliare e gli assistiti in telemedicina. Espunte 312 CdC e 74 Ospedali di Comunità. Svaniscono 1.803 posti letto. Questo, in sintesi, quanto rilevato dall’Osservatorio Nazionale sul Ssn della Fondazione Gimbe in merito alla revisione del Pnrr del governo, approvata dalla Commisione Europea. "Sull’incomprensibile taglio ai posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva - ha sottolineato il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - sarebbe opportuno che le Istituzioni fornissero chiarimenti”.
Risorse "strutturalmente inferiori" per la sanità pubblica in rapporto ai finanziamenti di Paesi europei analoghi al nostro, carenze di personale e consapevolezza da parte degli italiani della "fine delle promesse" in sanità e dell'universalità del Ssn". Questo, in sintesi quanto si evince dal capitolo "Il sistema di welfare" del 57° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2023 in merito alla sanità, presentato di recente a Roma.
Tra 5 anni la salute degli italiani sarà peggiore: ne sono convinti circa 4 cittadini su 10 e addirittura 1 medico su 2. A rivelare ciò sono i dati dell'Indagine demoscopica condotta da AstraRicerche per Novartis Italia per indagare il percepito e le aspettative di cittadini e medici italiani. Le leve su cui puntare per contrastare questa previsione negativa sono, secondo la popolazione, l’innovazione, la ricerca scientifica, ma anche la diffusione dell’assistenza domiciliare e lo sviluppo di partnership pubblico-privato.