Dalla Corte dei Conti, all’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) fino all’Istat, i vulnus della legge di Bilancio, inerenti soprattutto al comparto sanitario, sono stati messi nero su bianco nelle relative audizioni presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Per Upb le risorse sono insufficienti e mettono a rischio la copertura delle spese tra farmaci e nuovi Lea. La Corte dei Conti infatti chiede una revisione dei conti e l’Istat punta il dito sulla carenze di personale, soprattutto relativa alle risorse stanziate per il territorio e in particolare per i Mmg e gli infermieri.
A sottolineare ciò è il presidente della Fondazione Gimbe che tiene a precisare: "Dalla nostra analisi del testo della Manovra in merito ai finanziamenti previsti per la sanità, non emerge alcun potenziamento strutturale del Ssn, ma solo il tentativo di risolvere, peraltro in maniera insufficiente e inadeguata, le criticità contingenti". Dei 3 miliardi in più previsti per il 2024, 2,4 miliardi serviranno per il rinnovo dei contratti del personale sanitario e i restanti 600 milioni sono insufficienti a finanziare tutte le altre misure.
"Assumere subito 30 mila medici e infermieri, eliminare il tetto di spesa per il personale e introdurre una flat tax al 15% per le prestazioni extra del personale sanitario". Queste sono alcune delle proposte lanciate al Governo dal presidente della Fiaso Giovanni Migliore durante la Convention “Cambiamo rotta per il futuro della sanità pubblica”, svoltasi a Roma.
"Con l'entrata in vigore da gennaio del nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale - precisa la Società Italiana di Genetica Umana - si rischia di aumentare le disparità tra regioni, alcune delle quali porranno diverse indagini genetiche a carico dei pazienti e delle famiglie. Nel nuovo tariffario nazionale non sono state inserite molte prestazioni relative alla genetica, oggi essenziali per fornire una risposta diagnostica tempestiva e certa ai pazienti con patologie rare senza diagnosi".
Il 69% degli italiani è preoccupato per l’accessibilità alle cure e di dover ricorrere sempre più spesso alla sanità privata. Per migliorare ed eliminare le disuguaglianze, il 60% dei parlamentari propone la centralizzazione a livello statale. Istituzioni e cittadini concordano sul fatto che i fondi per il Ssn non sono gestiti al meglio. E sul digitale l'Italia è spaccata: per il 43% è più probabile che aumenti le disuguaglianze. Questi in sintesi sono alcuni dei i risultati del sondaggio, elaborato da Youtrend/Quorum per il progetto NET-HEALTH, Sanità in rete 2030, il policy enabler ideato nel 2021 da LS Cube.