È quanto emerge dall’indagine Fiaso svolta sull’applicazione dei progetti del Pnrr che ha coinvolto 74 Aziende sanitarie. Complessivamente però i progetti del Pnrr, legati in particolar modo allo sviluppo della sanità territoriale, risultano essere ancora in una fase embrionale in oltre un terzo delle Aziende indagate. C’è ancora molto da fare per il monitoraggio da remoto a supporto dell'assistenza a domicilio che risulta essere svolta solo nel 23% dei casi attenzionati.
L'allarme è stato lanciato nella giornata di apertura del XXV Congresso Nazionale dell'AIOM che chiede che siano aboliti i Prontuari Terapeutici Regionali poiché allungano i tempi di disponibilità delle terapie. “I pazienti oncologici devono aspettare circa 14 mesi dopo l’approvazione EMA - ha precisato Saverio Cinieri, Presidente AIOM - va consentita l’immediata disponibilità delle nuove terapie dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, anche nelle more delle gare regionali”.
"Bisogna mettere in campo coraggiose riforme di sistema per attuare il DM 77, finalizzate in particolare a definire il ruolo e le responsabilità dei medici di medicina generale e a potenziare il personale infermieristico. Dal 2027, inoltre, sarebbero necessari investimenti certi e vincolati per tutto il personale sanitario". Questo è quanto dichiarato dal presidente della Fondazione Gimbe a commento dei risultati del monitoraggio della Fondazione sullo status di avanzamento della Missione Salute del Pnrr.
La Campania è in pareggio di bilancio sui conti della sanità dal 2013 ed è l’unica regione italiana che, nell’ultimo anno, ha impiegato tutto il riparto nazionale del fondo per le terapie innovative, in prevalenza: nuovi farmaci per curare i malati oncologici e affetti da malattie rare, messi a disposizione dal Ministero della Salute.
La richiesta è del presidente della Fiaso ed è stata annunciata durante la presentazione del rapporto Agenas sul Programma nazionale esiti."Per abbattere le liste d’attesa con le regole attuali - ha precisato - servirebbe più personale. Occorre quindi sostituire il tetto di spesa fermo al 2004, con strumenti che consentano effettivamente al management di valorizzare la qualità dei professionisti".